E’ passato quasi un anno e mezzo dalla nomina di John Elkann come membro del consiglio di amministrazione di Meta, la società fondata dall’imprenditore statunitense Mark Zuckerberg che controlla alcuni dei principali social network al mondo: Facebook, Instagram e Whatsapp.
Nei primi giorni del mese di gennaio del 2025, il colosso tecnologico, che ha sede in California, aveva annunciato che il presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor era stato eletto nel CdA dell’azienda. Secondo Zuckerberg, l’ingresso di Elkann avrebbe portato «un insieme di esperienze e di prospettive che ci aiuteranno ad affrontare le enormi opportunità che ci attendono con l’intelligenza artificiale, i dispositivi indossabili e il futuro della connessione umana».
Nel dare notizia dell’ingresso di Elkann, Meta aveva inoltre sottolineato, fra le altre cose, il ruolo di CEO di Exor, «una delle maggiori società di investimento europee controllata dalla famiglia Agnelli» il cui portafoglio «include aziende di cui è l’azionista più rilevante o di riferimento, quali Ferrari, Stellantis, Cnh, Philips, Christian Louboutin, Juventus Football Club, The Economist Group, tra le altre».
Il nuovo ruolo ha fruttato a John Elkann un compenso decisamente rilevante. Come emerge dalla relazione sulla remunerazione di Meta consultata da Calcio e Finanza, all’AD di Exor sono riconosciuti complessivamente 1,72 milioni di dollari, poco meno di 1,5 milioni di euro, al cambio attuale.
La cifra è così suddivisa:
- 68.772 dollari in contanti
- 1.654.895 dollari in azioni (Restricted Stock Units)
La parte principale del compenso è quella in azioni assegnate, ma che maturano nel tempo. Nel dettaglio, al 31 dicembre 2025 Elkann possedeva 600 RSU che matureranno il 15 maggio 2026, se sarà ancora nel board. Inoltre, era in possesso di 1.424 RSU che maturano trimestralmente, ogni volta per 1/16 del totale finché rimane amministratore.
Il valore delle azioni indicato nella relazione sulla remunerazione (1,65 milioni di dollari) è il valore contabile delle azioni assegnate nel 2025, non necessariamente il valore che incasserà quando matureranno, perché questo dipenderà dal prezzo del titolo.