Il ministro Giorgietti: «Decreto Crescita? Abbiamo altre priorità in questo momento»

Il capo del dicastero dell’Economia e delle Finanze è intervenuto a Washington a margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale.

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Giancarlo Giorgetti (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

Diversi esponenti del calcio italiano hanno richiesto varie volte al governo Meloni la reintroduzione del Decreto Crescita, che permetteva alle società di risparmiare sull’ingaggio lordo dei calciatori ingaggiati dall’estero. Un tema tornato in auge da quello che è di fatto l’inizio della campagna elettorale per la presidenza FIGC.

Ma a porre un freno a queste discussioni è lo stesso Ministro per l’Economia e le Finanze Giancarlo Giorgetti, a margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale a Washington: «Diciamo che in questo momento abbiamo altre priorità e altre emergenze per le famiglie e per le imprese. Se ne potrà parlare, ma onestamente non mi sembra in cima, ahimè, in questo momento, alle necessità del Paese».

Il ministro ha poi commentato la situazione economica italiana e anche globale, caratterizzata da grande incertezza per gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente, dopo la guerra israelo-palestinese: «Diciamo che sono valutazioni molto migliori rispetto a quelle di tre anni fa, quando sono arrivato per la prima volta, e quindi questo è un buon segno. Il percorso che abbiamo intrapreso continua. Certo è che situazioni che non dipendono da noi, di carattere eccezionale rischiano di creare problemi e contraccolpi non soltanto all’Italia e all’Europa ma direi all’economia globale».

Il ministro ha anche indicato che a margine dei lavori del Fondo c’è stato un incontro con le agenzie di rating: «Come di consueto le incontriamo tutte per uno scambio di vedute franco e cordiale. L’elemento nuovo rispetto alla traiettoria sicura che avevamo è questa situazione internazionale che naturalmente, se dura nel tempo, provocherà contraccolpi per tutti, non soltanto per l’Italia. Taglio accise? Chiaramente chi fa politica è chiamato a fare anche altri tipi di valutazioni. Credo che i poveri ministri delle finanze non siano molto invidiati in questo momento. Gli incontri di questi giorni, anche a livello europeo, hanno confermato lo stato di disagio e la richiesta alla Commissione europea di assumere decisioni urgenti, rapide ed efficaci per contrastare quella che speriamo sia una situazione temporanea».