Ci vorrà ancora del tempo prima di capire se il progetto per il Flaminio presentato dalla Lazio potrà effettivamente approdare alla conferenza di servizi. Come riportato dal Messaggero, il 2 marzo il Campidoglio ha inviato una lettera alla società biancoceleste chiedendo circa venti integrazioni alla documentazione, da consegnare entro 30 giorni, quindi entro l’inizio di aprile. Alcune richieste sono semplici dettagli formali, altre richiedono un lavoro più articolato.
Il presidente Claudio Lotito, però, si mostra fiducioso: «Non ci sono difficoltà. Stiamo lavorando insieme agli studi di architettura e alle tre università coinvolte. Diversi documenti sono già pronti e contiamo di presentare tutto forse anche prima della scadenza», ha commentato.
Il primo punto della comunicazione inviata dal Dipartimento Sport del Comune azzera di fatto l’iter avviato a dicembre 2024. Nel documento si prende atto che, con una nota del 19 febbraio 2026, la Lazio ha comunicato che la nuova documentazione sostituisce completamente quella presentata in precedenza. Di conseguenza, viene considerato chiuso il procedimento avviato il 13 dicembre 2024.
Subito dopo emerge un secondo aspetto inatteso: la Lazio avrebbe consegnato un livello progettuale più avanzato rispetto a quello richiesto in questa specifica fase. Qui la normativa prevedeva soltanto il “Documento di fattibilità delle alternative progettuali”, ma dalla verifica degli atti risulta che il club ha presentato materiali tecnici già riconducibili alla Progettazione di Fattibilità.
Le integrazioni richieste, dalle più semplici alle più complesse
Tra le integrazioni chieste dal Campidoglio ce ne sono diverse di carattere formale, come l’invito a uniformare il titolo dell’intervento in tutta la documentazione oppure a correggere alcuni cartigli tecnici sostituendo la numerazione progressiva con il codice alfanumerico previsto. Altre richieste sono più impegnative: ad esempio la redazione di uno studio preliminare sulla prevenzione incendi o la produzione di elaborati specifici sull’accessibilità dell’impianto.
Le integrazioni più consistenti sono circa una decina. Tra queste figurano i progetti dettagliati di alcune opere, come il ponte Bailey o il parcheggio di piazza Mancini, oltre al piano economico-finanziario asseverato. Il Comune chiede anche uno schema aggiornato della convenzione, cioè il contratto che regolerà i rapporti tra pubblico e privato, con la definizione precisa delle responsabilità di Comune e Lazio in tutte le fasi dell’operazione, dalla progettazione alla gestione dell’impianto.
All’interno della convenzione dovrà essere inserita anche la cosiddetta matrice dei rischi, un documento che serve a individuare, analizzare e distribuire i rischi tra le parti, valutando la probabilità che si verifichino determinati eventi e l’impatto che potrebbero avere.
Tra gli altri elaborati richiesti figurano poi il documento di sostenibilità economica, ambientale e sociale, che illustra gli effetti del progetto sulla città, e una relazione urbanistica completa, con il calcolo delle superfici, degli indici urbanistici e degli standard relativi ai parcheggi pubblici secondo le normative vigenti.
Infine, il Campidoglio chiede il computo metrico estimativo preliminare — cioè il dettaglio dei costi delle varie componenti del progetto — e il quadro economico complessivo dell’intervento, con il riepilogo degli investimenti previsti. Il termine per presentare tutte le integrazioni è fissato in 30 giorni, con scadenza prevista per il 2 aprile.