«Evidenti effetti negativi»: la Serie A boccia il ddl sull’azionariato popolare

Il ddl, secondo la Lega Calcio, andrebbe rivalutato e comunque non reso applicabile alle società professionistiche del massimo campionato italiano. 

Serie A piano post Gravina
(Foto: Andrea Staccioli/Insidefoto)

I club di Serie A bocciano il disegno di legge sull’azionariato popolare delle società sportive, riforma già approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato. L’assemblea della Lega Calcio Serie A, che si è riunita nella giornata di lunedì, si è espressa in modo unanime contro il ddl e ha scritto al presidente del Senato e alla VII Commissione del Senato una lettera.  

Secondo la Lega Calcio – scrive l’agenzia Radiocor – le norme allo studio mostrano «pesanti contrasti» con i diritti soggettivi e gli interessi legittimi delle società sportive e dei loro azionisti: una volta applicate possono causare «evidenti effetti negativi» sull’industria del calcio e sull’economia legata ad essa. 

Tre i punti criticati ci sono i seguenti: 

  • la lacunosità del testo sulla applicabilità alle società quotate in Borsa; 
  • il diritto di prelazione riconosciuto all’ente di partecipazione popolare per l’acquisizione del titolo sportivo in caso di fallimento del club;  
  • la mancanza di misure che impediscano che infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle curve si trasferisca nella governance societaria.  

Il ddl, secondo la Lega Calcio, andrebbe rivalutato e comunque non reso applicabile alle società professionistiche di Serie A.