Ipotesi di riciclaggio per i fondi di Abramovich: perquisizioni nella sede di Deutsche Bank

Gli inquirenti stanno indagando sui rapporti fra l’istituto tedesco e l’ex patron del Chelsea nel periodo che va dal 2013 al 2018.

Abramovich
Roman Abramovich (Foto: Clive Mason/Getty Images)

Alcuni agenti in borghese, nella giornata di ieri, hanno eseguito una perquisizione presso la sede della Deutsche Bank a Francoforte su disposizione della Procura locale per indagare in merito a un presunto caso di riciclaggio di denaro che coinvolgerebbe l’ex patron del Chelsea Roman Abramovich. Inevitabile la reazione in Borsa, con un calo delle azioni di Deutsche Bank fino al 3%.

I sospetti degli inquirenti tedeschi, che si sono presentati nella sede dell’istituto bancario il giorno prima che quest’ultimo presentasse i propri conti economico-finanziari (che si annunciano positivi), riguardano il rapporto tra la Deutche Bank e le imprese legate all’oligarca russo, che come è noto compare nella lista delle sanzioni che colpiscono la Russia e le persone legate a Vladimir Putin dal 2022.

Ma l’attenzione degli inquirenti è relativa a un periodo precedente e che va dal 2013 al 2018. Secondo il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, alla banca si contesta ancora una volta di aver tardato nella comunicazione sull’opacità delle operazioni finite sotto indagine. E l’accusa non è nuova a Francoforte, dove il colosso del credito tedesco era finito sotto inchiesta già alla fine dell’aprile 2022, per indugi analoghi nel caso delle transazioni con un nipote del dittatore siriano Bashar Al Assad.

Ma le indagini non si fermano solo a Francoforte visto che, come riporta il quotidiano Der Spiegel, le perquisizioni hanno riguardato anche una filiale di Berlino. Una trentina di agenti, invece, si sono presentati negli uffici a Francoforte su mandato dell’Anticrimine federale Bka e della Procura di Francoforte, che ha aperto un fascicolo contro «dipendenti e responsabili dell’istituto». «Confermiamo che negli spazi della Deutsche Bank sia in corso attualmente una misura della Procura di Francoforte», si è limitato a rispondere un portavoce dell’istituto, assicurando «piena collaborazione» con gli inquirenti. «Chiediamo comprensione per il fatto di non poter rilasciare altre dichiarazioni», ha concluso.

L’inchiesta sembra essere nata da un’indagine avviata proprio contro Abramovich, da sempre molto vicino a Putin. La Deutsche Bank avrebbe intrattenuto rapporti commerciali con sue società estere che, nell’ambito di ulteriori indagini, sarebbero a loro volta sospettate di essere state utilizzate a fini di riciclaggio di denaro. Al momento le indagini sarebbero rivolte contro alcuni membri del personale della Banca che non avrebbero seguito la normativa antiriciclaggio.

Accuse respinte al mittente dal legale di Abramovich, come riporta Der Spiegel: «Non siamo a conoscenza di alcuna indagine da parte delle autorità tedesche in merito a questa vicenda. Ha sempre agito in conformità con le leggi e le normative nazionali e internazionali vigenti». Seconde le normative tedesche ed europee le banche sono tenute a segnalare immediatamente i pagamenti sospetti alle autorità competenti: in caso contrario rischiano pesanti sanzioni. E nel caso in questione, sembra che si tratti sia di pagamenti pervenuti alla Deutsche Bank tramite una banca corrispondente russa, da quanto riporta il Sueddeutsche Zeitung, sia di un precedente rapporto commerciale con società di Abramovich stesso.

Nel 2022, quando emerse lo scandalo relativo alle transazioni con il nipote di Assad, Deutsche Bank fu dichiarata colpevole di comunicazioni tardive e le fu comminata una multa da 7 milioni di euro, con l’assicurazione che il tiranno siriano non fosse mai stato un loro cliente. In quel periodo, infine, l’autorità di vigilanza Bafin, per combattere il riciclaggio di denaro fu costretta a inviare un rappresentante speciale per controllare i progressi dal 2018 al 2024.