I giornalisti de La Stampa hanno deciso di incaricare un legale per esaminare i conti di Gedi, la società controllata da Exor (holding che possiede anche la maggioranza della Juventus) che sta procedendo alla vendita del quotidiano, e del gruppo Sae, attualmente in trattativa esclusiva per l’acquisto.
In particolare, la redazione vuole chiarire i costi di stampa del giornale, fatturati da Gedi Printing, ritenuti eccessivi da diversi operatori del settore, tra cui Nem, la cordata veneta esclusa a sorpresa dalla gara per il quotidiano torinese. Sotto la lente degli esperti incaricati finiranno anche i servizi fatturati a La Stampa da Gedi Digital, Gedi Visual, Gps e Accenture, oltre ai conti di Sae. All’azienda acquirente sarà inoltre chiesta la documentazione completa della “due diligence”.
Il comunicato dei giornalisti
«La redazione de La Stampa – si legge in un comunicato del Comitato di redazione – non firma cambiali in bianco a nessun compratore, chiunque sia, in una situazione di grande opacità della vendita, e non conoscendo i conti reali della Stampa e i reali bilanci determinati dalla presente proprietà. L’Assemblea delle giornaliste e dei giornalisti chiede che siano date garanzie scritte sul fatto che qualsiasi nuova proprietà non proceda ad alcuna cassa integrazione, rispetti tutti gli accordi aziendali in essere e non chiuda nessuna redazione. L’Assemblea si aspetta che da parte della società acquirente venga presentato un progetto finanziario solido, per garantire sia la fase iniziale sia lo sviluppo futuro. Chiediamo il rispetto della storica indipendenza e autorevolezza della testata e progetti credibili di sviluppo su carta, online e eventi con chiara distinzione tra contenuti e pubblicità. Inoltre, occorre avere chiarezza a proposito della compagine societaria con cui Sae intende rilevare la testata, al momento non ancora comunicata. La redazione chiede di poter esser messa a conoscenza dei dati di bilancio degli ultimi anni de La Stampa che emergeranno dalla “due diligence”. L’Assemblea dei redattori resta vigile e attenta e conferma al Cdr lo stato di agitazione e il pacchetto di 5 giorni di sciopero votato nelle scorse settimane».
Incontro al vertice
Il 23 gennaio, su richiesta del Cdr, si è tenuto un incontro con i vertici di Sae, alla presenza dell’amministratore delegato Alberto Leonardis e del direttore editoriale Antonio Di Rosa. Leonardis ha dichiarato di voler riportare La Stampa a essere «il giornale della borghesia illuminata, dopo anni di appannamento».
Ha confermato che non chiuderà sedi né effettuerà licenziamenti, ma che, oltre all’attività editoriale, punterà su eventi e marketing, coinvolgendo direttamente i giornalisti. Il piano – come riportato da Professione Reporter – prevede 60 prepensionamenti in due tranche (2026/2027 e 2028/2029), mantenendo linea editoriale e ruolo del giornale, migliorando al contempo la parte commerciale.
Leonardis ha spiegato che in tutte le zone in cui Sae ha acquisito giornali detiene il 51%, lasciando il 49% a soci locali. Per La Stampa occorrerà trovare partner che coprano il restante 49%. Con l’acquisizione del quotidiano torinese, Sae compierebbe un significativo salto di qualità: il gruppo si è infatti dedicato all’editoria solo negli ultimi cinque anni, fino ad oggi prevalentemente locale.