Bari, nodo San Nicola: stop alla concessione gratuita dello stadio

Il Comune ha deciso di non prorogare l’attuale accordo con il club, in scadenza a maggio, e lanciare un bando con un canone di locazione già stabilito.

San Nicola gestione parcheggi
(Foto: Maurizio Lagana/Getty Images)

Lo stadio San Nicola non sarà più a disposizione della società Bari gratuitamente. A deciderlo è il proprietario dell’impianto, il Comune, dopo anni in cui ha permesso al club biancorosso, controllato dalla famiglia De Laurentiis, che in questi cinque anni ha potuto beneficiari di ottimi ricavi.

Come riporta l’edizione odierna del La Repubblica-Bari, la fonte principale dei ricavi sono ovviamente partite, canone per gli altri locali presenti nello stadio, dal food and beverage e dai diritti di pubblicità. Rientrano in questa voce anche gli introiti derivanti dall’Altamura, che ha usato lo stadio San Nicola mentre il suo impianto era in fase di ristrutturazione. Solamente da questo accordo, il Bari ha incassato in totale, per le nove partite disputate dall’Altamura, ben 450mila euro.

A questa cifra, che si può definire straordinaria, si sommano le cifre incassate dal Bari dal 2021 a oggi. Dal canto suo il club dei De Laurentiis sostiene di aver pagato 6 milioni di euro solo per la manutenzione ordinaria, una media di un 1,2 milioni all’anno con punte fino a 1,5 milioni. A questo si aggiungono i costi per la manutenzione straordinaria, pari a oltre 1 milione all’anno. Poi ci sono altri costi vale a dire le utenze, il personale, la tassa sui rifiuti pari a oltre 100mila euro all’anno e le pulizie.

Non va dimenticato poi il capitolo concerti. Per ogni evento musicale ospitato al San Nicola, il Bari ha avuto introiti che oscillano fra i 75mila e gli 80mila euro al giorno, più i giorni di montaggio e smontaggio, che hanno però una tariffa più bassa. Profitti immediati, che però, come specificato dallo stesso club pugliese, alla lunga non consentono a ripianare la gestione generale dell’impianto. A dimostrarlo ci sono i bilanci, che sono costantemente in perdita.

Su questo assioma si basa, infatti, il Piano economico finanziario (Pef) redatto da un ingegnere indipendente. Il Pef è stato al centro delle analisi della commissione consiliare congiunta Bilancio e Cura del territorio che si è tenuta ieri con il capo di Gabinetto del sindaco, Nicola Dentamaro, alla presenza dalla direttrice della ripartizione comunale Culture e Sport Luciana Cazzolla. Il primo cittadino ha illustrato tempi e condizioni della procedura finalizzata alla pubblicazione del prossimo bando per la gestione dello stadio comunale. Il cuore di tutta la questione è stabilire un canone di locazione, cioè un affitto che dovrà pagare chi gestirà lo stadio.

L’attuale concessione in favore del Bari scade a maggio e il Comune ha già fatto sapere che non è favorevole a nessuna proroga dell’accordo. Per fare ciò, entro il 20 febbraio la questione dovrà approdare in Consiglio comunale e dopo il via libera dovrà essere pubblicato il bando di gara. Salvo sorprese, a oggi non preventivate, fra i partecipanti al bando ci sarà lo stesso Bari. Fatto ciò, verrà nominata una commissione che si occuperà di valutare le offerte, a meno che il bando vada deserto. Ipotesi che nessuno auspica. Entro fine maggio dunque si avrà il nuovo gestore dello stadio. La nuova concessione, in linea con quella attuale, durerà cinque anni. Il documento è ora al vaglio della stazione unica appaltante.

«Tutti i nostri sforzi adesso sono orientati a evitare la proroga della concessione – ha sottolineato Nicola Loprieno, presidente della commissione Bilancio –. Non faremo sconti e non permetteremo che i tifosi vengano ancora delusi». Infine, la fine del contratto di concessione, che come detto sarà a maggio, non intaccherà la programmazione dei concerti di questa estate. A giugno, per esempio, sono in programma due nuove date del concerto di Vasco Rossi, 18 e 19 giugno. E poi ancora Eros Ramazzotti (23 giugno), Max Pezzali (5 luglio) e Tiziano Ferro (8 luglio). Eventi che saranno gestiti dal nuovo titolare della concessione, a cui faranno capo le relative spese, ma soprattuto gli incassi.