Bank of America declassa Adidas e il titolo crolla in Borsa: -7% a Francoforte

Gli analisti di Bank of America si interrogano inoltre su quale sarà la dinamica successiva all’effetto positivo atteso dai Mondiali di calcio nella prima metà del 2026.

Adidas crollo titolo

Pesante flessione per Adidas alla Borsa di Francoforte dopo il doppio downgrade deciso da Bank of America, accompagnato da una netta revisione al ribasso del prezzo obiettivo. Il titolo del gruppo dell’abbigliamento sportivo scivola in fondo al listino Dax, segnando un calo del 6,6% e scendendo a 158,70 euro per azione. 

Nel dettaglio, la banca statunitense ha abbassato la raccomandazione di due livelli, portandola a “Underperform”, motivando la scelta con il fatto che il recupero del brand risulta ormai largamente incorporato nelle valutazioni di mercato. Secondo BofA, inoltre, crescita e redditività sono destinate a rientrare su livelli più normali, in un contesto di settore che si fa progressivamente più complesso. Contestualmente, il target price è stato ridotto a 160 euro dai precedenti 213 euro. 

«Il racconto borsistico legato al ciclo positivo del gruppo è ormai noto e da diversi trimestri non genera più revisioni al rialzo degli utili per azione», spiegano gli analisti in una nota. Gli esperti, che hanno rivisto al ribasso del 7% le stime sugli utili del 2027, ritengono che Adidas si avvierà verso una fase di stabilizzazione, con una crescita organica delle vendite a una sola cifra e margini destinati a riavvicinarsi alle medie storiche di lungo periodo. 

Gli analisti di Bank of America si interrogano inoltre su quale sarà la dinamica successiva all’effetto positivo atteso dai Mondiali di calcio nella prima metà del 2026. Le attuali previsioni di consenso, che indicano una crescita nel 2026 e un margine Ebit a doppia cifra, vengono giudicate «ampiamente raggiungibili», ma destinate a perdere slancio nel periodo successivo. 

Secondo le stime di BofA, dal 2027 la crescita organica delle vendite dovrebbe rallentare intorno al 5%, rispetto al precedente range del 7-8%, mentre i margini lordi sono attesi in normalizzazione con il venir meno di alcuni fattori favorevoli, come il dollaro debole e i costi di trasporto contenuti. La crescita del quarto trimestre resterà sopra la media del settore grazie alla spinta legata ai Mondiali, ma è prevista un’attenuazione una volta esaurito questo effetto trainante.