Il fondo d’investimento Usa RedBird Capital, già proprietario del Milan, ha rinunciato all’acquisizione da 500 milioni di sterline (565 milioni di euro) del gruppo editoriale del Daily Telegraph, testata giornalistica di riferimento nel mondo conservatore del Regno Unito, che era stata annunciata lo scorso maggio.
“RedBird ha ritirato oggi la sua offerta d’acquisto di Telegraph Media Group”, ha dichiarato un portavoce del fondo, senza entrare nel merito della decisione. Come sottolineano i media britannici, questo getta incertezza sul futuro della società editoriale, da tempo al centro di trattative dopo che era stata messa in vendita.
Dopo la marcia indietro del fondo statunitense, il direttore del Telegraph, Chris Evans, la cui testata ha dato il via alle rivelazioni al centro del terremoto scatenatosi ai vertici della Bbc per la versione artefatta in un documentario del discorso del presidente Donald Trump con tanto di confronto legale in corso, ha mandato un messaggio allo staff del quotidiano.
“Da un lato, non è un segreto che io, tutti i caporedattori e molti dei nostri giornalisti nutrissimo delle perplessità su questa offerta. Dall’altro lato, è anche ovvio che questo processo si è protratto per troppo tempo. Il Telegraph merita proprietari che abbiano a cuore il giornalismo e che siano disposti a investire”.
“Faremo del nostro meglio per garantire che questo processo si concluda il prima possibile, con un acquirente che condivida la nostra passione e la nostra ambizione per il Telegraph”, ha dichiarato Evans. Le trattative per garantire un futuro al gruppo editoriale vanno infatti avanti da tempo. L’anno scorso sempre RedBird, in partnership paritaria col fondo emiratino Imi, si era visto bloccare la scalata dall’intervento del precedente governo conservatore, guidato dall’allora premier Rishi Sunak, preoccupato per l’indipendenza dei media britannici rispetto a una temuta influenza di Stati esteri.
Il fondo aveva quindi fatto una nuova offerta in maggio, come unico azionista di controllo, mettendo sul piatto 500 milioni di sterline e raggiungendo così un accordo preliminare per il Telegraph Media Group. Cruciale in quel passaggio era stato l’alleggerimento delle regole restrittive sulle ingerenze straniere introdotto dall’attuale esecutivo laburista di Keir Starmer, ma il deal non è stato comunque concluso.