«Questa forse è la volta buona: la trattativa con i greci potrebbe davvero andare in porto». È questo il sussurro che circola ai vertici di via Colombo 90 a Roma, sede del gruppo editoriale Gedi e del suo quotidiano di punta, La Repubblica. Come spiegato dal quotidiano Domani, non è un segreto che il gruppo editoriale della famiglia Elkann sia sul mercato già da tempo. Finora, però, le manifestazioni di interesse non avevano avuto seguito.
Secondo ricostruzioni del quotidiano, i possibili acquirenti sarebbero quelli di Antenna Group, guidato da Theodore “Theo” Kyriakou: 51 anni, formazione internazionale, erede di un patrimonio che spazia dalla logistica marittima all’immobiliare, fino ai media. Proprio il settore dell’informazione è il cuore delle sue ambizioni: Antenna è già tra i principali gruppi editoriali greci e da tempo si è aperto all’estero, con attività in Europa orientale, Australia e Stati Uniti. All’appello manca solo l’Europa occidentale: da qui l’interesse per Gedi.
Dietro la mossa di Kyriakou, però, non ci sarebbe solo la volontà di espandersi. Nei documenti societari emerge infatti la presenza, accanto al 70% detenuto dall’imprenditore, di due soci di peso: Fairfax, holding canadese, e soprattutto Mbc Group, gigante radiotelevisivo di Medio Oriente e Nord Africa. Nel 2022 Mbc ha investito 225 milioni per entrare in Antenna, ma la sua proprietà ultima riconduce al fondo sovrano saudita PIF, controllato dal ministero delle Finanze di Riad e quindi dal principe Mohammed bin Salman. Se l’operazione Gedi andasse in porto, dunque, Riad avrebbe un nuovo canale per inserirsi nel panorama mediatico europeo, dopo quello greco.
Uno dei nodi principali della trattativa riguarda la formula d’ingresso: Elkann sarebbe disposto a cedere una quota iniziale del 10-15%, aprendo eventualmente a un incremento successivo, mentre i greci vorrebbero acquisire subito la maggioranza del gruppo. Il bilancio consolidato di Gedi parla chiaro: 386 milioni di fatturato (-18,2% sull’anno precedente) e 35,9 milioni di perdita netta.
A garantire un po’ di ossigeno ci sono le radio. Deejay, Capital, m2o e One Podcast hanno chiuso il 2024 con 63,5 milioni di ricavi (+4,3%) e un utile operativo di 10 milioni (+13,5%). Ma il gruppo è gravato da circa 220 milioni di debiti: non a caso Exor, principale finanziatore, a fine 2024 ha rinunciato a 40 milioni di crediti trasformandoli in capitale.
Dietro l’idea della cessione di Gedi, oltre alla situazione economica, c’è il contesto personale: dopo l’inchiesta sull’eredità Agnelli, l’accordo fiscale da 183 milioni e il rischio di dieci mesi di lavori socialmente utili per evitare il processo, John Elkann appare sempre più distante dall’Italia. In questo scenario si inserisce Kyriakou, figura abituata a muoversi con pragmatismo nei rapporti di potere.
Laureato a Georgetown in fisica e commercio internazionale, console onorario di Singapore e Polonia, membro dell’Atlantic Council, è descritto come capace di adattarsi a ogni stagione politica: con Tsipras dialogava con la sinistra, oggi è vicino al premier conservatore Mitsotakis. Non mancano le frequentazioni internazionali, fino a Donald Trump, a cui è stato presentato dall’emiro Al Thani.