In attesa di conoscere le prossime mosse ufficiali del Comune di Milano sulla vendita di San Siro a Inter e Milan, a Palazzo Marino è arrivata un’altra lettera, inviata anche ad altri enti dall’avvocata Veronica Dini per conto del Comitato promotore del “Referendum per San Siro”, a chiedere di non continuare con l’iter di cessione dell’impianto e delle aree limitrofe.
«A partire dal prossimo 11 settembre anche il secondo anello dello Stadio San Siro risulterà senz’altro sottoposto a vincolo architettonico e non potrà essere alienato in assenza della verifica di interesse culturale», si legge. Inoltre, il Comitato «diffida» l’amministrazione comunale «dal procedere alla vendita dello Stadio Meazza».
Una missiva con cui la legale chiede anche ad altri enti, tra cui il Ministero della Cultura, «di vigilare sulla correttezza dell’operato degli Uffici coinvolti, al fine di scongiurare la commissione di un atto amministrativo illegittimo e il perfezionamento di una vendita che sarebbe insanabilmente nulla e che, oltretutto, esporrebbe il Comune a un rilevante danno erariale e la città tutta alla perdita di un bene pubblico di estrema importanza».
La Sovrintendenza dei Beni culturali ha già stabilito che, per quanto riguarda il secondo anello, il vincolo architettonico scatterà il prossimo 10 novembre. E quando lo stadio sarà tutelato non si potrà più abbattere.
A testimoniare che, «al più», l’11 settembre prossimo scatterà anche quello sul secondo anello, dopo i 70 anni previsti, ci sarebbe, tra le altre cose, secondo la diffida della legale, un «video dell’Istituto Luce» in «occasione della partita Milan-Dynamo Mosca del 4/9/1955».
In più, riporta sempre la diffida, «nel derby amichevole dell’11/9/1955, in un commento alla partita tratto da “Milan-Inter, storia e gloria del derby di Milano’, 1998 – Enrico Tosi, si legge ‘11.09.1955 – Milan Vs Internazionale 6-4. Passerella amichevole per il ristrutturato stadio di San Siro. Il secondo anello è stato completato. 30.000 spettatori per un derby senza punti in palio”».