Gli sforzi del presidente Trump per ottenere un accordo commerciale con l’Unione europea hanno l’aiuto di un vecchio e potente amico: il magnate del lusso Bernard Arnault. Il numero uno di LVMH, ha spiegato il Wall Street Journal, ha trascorso le ultime settimane spostandosi tra le capitali europee — incontrando il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni — per spingerli ad accettare un’intesa simile a quella che Trump ha raggiunto questa settimana con il Giappone.
E ha parlato con il presidente, cercando di ridurre le tensioni con Bruxelles. Arnault, intanto, si tutela: ha in programma di aprire un’altra fabbrica di Louis Vuitton in Texas — una mossa che viene in parte accreditata di aver salvato l’industria del lusso dai dazi durante il primo mandato di Trump.
«Sto facendo tutto il possibile perché si arrivi a un accordo con gli americani, così da non ritrovarci invischiati in una guerra commerciale, che sarebbe estremamente dannosa per le imprese europee», ha dichiarato Arnault in un’intervista presso la sede parigina di LVMH.
Il numero uno del colosso del lusso ritiene che sia essenziale che l’Europa «sigli un accordo commerciale amichevole con gli Stati Uniti», altrimenti il rischio è una pesante penalizzazione delle aziende francesi ed europee, ha dichiarato a Le Figaro. «Non possiamo permetterci di scontrarci con gli Stati Uniti e di impegnarci in una guerra commerciale con il mercato principale delle nostre aziende», ha ammonito.
Arnault ha peraltro aggiunto: «Anche se può sembrare sbilanciato, sarà comunque preferibile a una situazione di stallo». Il presidente e AD di LVMH ha affermato anche di contare su un esito «pragmatico, efficace e amichevole» delle discussioni tra europei e americani. Emmanuel Macron, il premier tedesco Friedrich Merz, e la presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni sembrano «molto consapevoli di questo».
Quanto alle dichiarazioni del figlio, Antoine (impegnato ormai da mesi nella nuova avventura di famiglia nel calcio, quella con il Paris FC), che recentemente ha ironizzato sul rapporto speciale di Bernard Arnault con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato: «Avrete notato che, oltre ai suoi numerosi incarichi, è recentemente diventato diplomatico».
Per quanto riguarda la Cina, un altro mercato cruciale per LVMH, Arnault ha accolto con favore il fatto che i principali esportatori di cognac siano finalmente riusciti a evitare un aumento dei dazi all’inizio di questo mese, in cambio di un aumento dei prezzi di circa il 10%. «Questo è molto importante perché Stati Uniti e Cina rappresentano l’80% dei mercati del cognac», ha osservato, sottolineando che il presidente francese Macron «ha lavorato duramente per portare a termine questo accordo».