“Ci sono richieste dall’Italia, dall’estero, dall’Arabia, ma in questo momento sarebbe folle pensare a quello”. Lo ha detto il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi a proposito del suo futuro, intervenendo in conferenza stampa nel media day che precede la finale di Champions League del prossimo sabato a Monaco di Baviera contro il Paris Saint-Germain. “Il giorno dopo la finale ci siederemo, parleremo come sempre fatto con un unico obiettivo, ovverosia il bene dell’Inter. Se ci saranno tutti i presupposti andremo avanti in armonia come sempre fatto. Ora sarebbe folle parlare di una cosa che non esiste visto quello che ci attende”.
“Sono passati due anni dall’ultima conferenza stampa prima della finale e in me c’è ancora grandissima emozione. Abbiamo raggiunto un grandissimo traguardo, però sappiamo che ci manca l’ultimo passo per coronare un sogno ed entrare nella storia. Da oggi ci prepararemo al meglio”, ha proseguito.
“Solo una volta nella storia dell’Inter un allenatore ha fatto due finali in tre anni. Ma per entrare nella storia bisogna vincerla. Il Psg troverà una squadra che vuole fare una grande finale. Il Psg è un’ottima squadra, hanno giocatori fortissimi. Hanno un allenatore che stimo molto, ha già fatto finali di Champions. Sappiamo cosa troveremo, ci vorrà una grande Inter – ha aggiunto -. Il Psg è favorito per tanti? Lo spirito che abbiamo potrà aiutarci. Quando giochi le finali, sai già che troverai grandi avversari. È stato così con il City e sarà così anche stavolta. In finale non c’è modo di rimediare, ci vorrà corsa, aggressività e determinazione”.
“Lautaro sta bene, era disponibile già per Como-Inter. Farà una settimana normale, a Como sarebbe entrato in caso di bisogno. Ho deciso di aspettare per il suo rientro ma Lautaro e Frattesi mi avevano già dato garanzie per Como. Da oggi comincia la nostra settimana per arrivare al meglio sabato. Il mio augurio è di poter avere a disposizione tutti i giocatori. C’è fiducia per Pavard e Zielinski, che non erano disponibili a Como. Le sensazioni cambieranno giorno per giorno, ma siamo concentrati e sappiamo che tipo di avversario affronteremo”.
“Abbiamo finito il campionato da due giorni e ci ha lasciato dentro qualcosa da ricordare. Normale ci sia delusione e sofferenza in me e nei giocatori perché è inutile negarlo. Ci è mancato qualcosina, potevamo fare qualcosa in più e parlare di altre cose in questo momento non sarebbe giusto, andrebbe a sminuire un percorso di un’altra squadra”.
“Venerdì non è stato un giorno semplice, è stato un campionato un po’ difficile da mandare giù. Ma petto in fuori e testa alta, mi è bastato vederli oggi. Dopo Como non ci siamo visti, li ho visti oggi per la prima volta e li ho visti bene – ha aggiunto -. Giusto fare i complimenti al Napoli perché è stato un campionato giocato punto a punto, purtroppo nel calcio sappiamo che bisogna saper perdere e saper vincere”.