«Direi che sull’aspetto valoriale che rappresenta il calcio e questa categoria, la Serie C è una palestra di vita. Non solo dal punto di vista della crescita, che possono diventare professionisti o meno, ma anche in casi come il mio. Se sono diventato presidente dell’Inter è perché ho fatto la gavetta nelle categorie inferiori».
Parole del presidente e amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, intervenuto questa mattina nel corso dell’evento “Serie C business value”, che è stato l’occasione per presentare un’analisi della fanbase e della fruizione del campionato di Serie C.
«Io ho iniziato nella stagione 1979/80, avevo 22 anni e vincemmo il primo campionato di Serie C a Varese. Ero Direttore generale e avevo come presidente Colantuoni. In quella squadra avevamo un giocatore, che si chiama Franco Bedin, che aveva vinto ben due coppe dei campioni, un esempio unico», ha proseguito ancora Marotta.
«E’ la dimostrazione di come anche io, da dirigente, ho appreso da un giocatore che aveva quasi vent’anni più di me. Ho iniziato scegliendo l’allenatore giusto su sfida del presidente del Varese e per fortuna è andata bene con Fascetti. Certi campioni e allenatori e dirigenti di allora sono retrocessi in Serie C da categorie superiori. La competenza serve a raggiungere gli obiettivi l’esperienza mi ha portato oggi a essere presidente dell’Inter», ha sottolineato.
Ci sono cose che, tuttavia, non cambiano mai: «La vigilia di una partita la vivo allo stesso modo dall’inizio della mia carriera. É una adrenalina che altri non hanno», ha concluso il presidente nerazzurro.