Pirelli, nodo Sinochem sugli affari negli USA: Camfin può acquistare le quote in mano ai cinesi

Una nuova norma votata negli Stati Uniti complica i piani del gruppo della Bicocca: al centro del tavolo il ruolo dei soci cinesi.

Pirelli Meloni
(Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

I principali azionisti di Pirelli hanno deciso di prendere tempo e posticipare la riunione del consiglio di amministrazione, mentre il dibattito politico sul ruolo futuro dell’azionista cinese Sinochem all’interno della società si intensifica. Con un comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri, l’azienda ha annunciato che il cda previsto per la giornata precedente «è stato posticipato a domani (oggi, ndr), giovedì 27 marzo 2025, per temi di carattere organizzativo».

Come riportato da Il Sole 24 Ore, tra le questioni in discussione, figurano alcuni dossier particolarmente complessi, tra cui la valutazione del consolidamento societario dopo le restrizioni imposte dal Golden Power e la presenza di Sinochem nel capitale di Pirelli, che attualmente rappresenta un ostacolo ai piani di espansione del gruppo negli Stati Uniti.

Il nodo principale riguarda una nuova normativa emanata dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, entrata recentemente in vigore per motivi di sicurezza nazionale e per ridurre il rischio di manipolazione dei dati. Questa legge ha spinto gli azionisti di Pirelli a riflettere su soluzioni rapide per mitigare gli effetti della misura sull’azienda. In particolare, la normativa prevede che a partire dal 2027 sarà vietato l’uso di hardware e software integrati nei veicoli connessi o a guida autonoma se provenienti da aziende legate alla Russia o alla Cina.

Per evitare ripercussioni sul mercato statunitense, le principali case automobilistiche potrebbero quindi scegliere fin da subito di non installare più il sistema Cyber Tyre di Pirelli, che utilizza algoritmi per elaborare i dati provenienti dai pneumatici e trasmetterli ai sistemi di controllo del veicolo. Questa decisione sarebbe influenzata dalla struttura dell’azionariato di Pirelli, con Sinochem che detiene il 37% delle quote, mentre MTP-Camfin possiede il 26,4%.

Per uscire da questa situazione si stanno valutando diverse strategie, e le discussioni tra gli azionisti sono in pieno svolgimento. Secondo alcune indiscrezioni, Pirelli starebbe cercando di ridurre la quota di Sinochem al di sotto del 26,4%, il che comporterebbe la cessione di un pacchetto del 12% da parte dell’azionista cinese. Una parte di questa quota, fino a raggiungere il 29,9% complessivo, pari quindi al 3,5%, potrebbe essere acquisita da Camfin (la holding di Marco Tronchetti Provera in cui è azionista anche Massimo Moratti), che ha già espresso interesse ad aumentare la propria partecipazione. Un’altra possibilità sarebbe rivedere la governance della società.

Il consiglio di amministrazione dovrà infatti esprimersi sulla presenza o meno di un controllo da parte di Sinochem, un aspetto su cui la Consob ha chiesto una valutazione formale. Da quanto trapelato, i consiglieri in quota Sinochem avrebbero manifestato l’intenzione di non firmare il bilancio qualora emergesse che la società cinese non detiene più il controllo. Intanto, si attende anche l’esito dell’indagine avviata lo scorso novembre dal Golden Power per verificare eventuali violazioni delle restrizioni imposte a Sinochem.