Oggi il Consiglio FIGC tra nuovo statuto e rinvio delle elezioni

L’incontro sarà l’ennesima occasione per trovare un accordo che soddisfi le richieste delle Serie A dopo l’approvazione dell’emendamento Mulè.

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(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Nella giornata di oggi andrà in scena un altro incontro, fissato nel primo pomeriggio, in merito alle modifiche apportate dall’emendamento Mulè che costringe il calcio italiano ad apportare delle modifiche fondamentali al proprio concetto si rappresentanza delle componenti federali.

L’incontro odierno rappresenta, così, una nuova occasione per il consiglio FIGC di trovare una quadra definitiva con la Serie A, e le altre componenti, per i nuovi equilibri federali. Il presidente Gabriele Gravina ha già espresso la volontà di convocare un’assemblea per la modifica dello statuto per «favorire, nelle prossime settimane, un’approfondita e auspico fruttuosa riflessione sulle modifiche da attuare».

Una scelta che nasce principalmente dalle richieste della Lega A, che vuole una maggiore autonomia, un ordinamento dei campionati, uno statuto speciale e soprattutto un riequilibrio dei pesi e della rappresentanza degli organi che possa aumentare la quota del professionismo al 50%. Una posizione rafforzata anche dal Dl sport, approvato in via definitiva, ma per la quale servirà, appunto, una riforma statutaria affinché la Serie A possa vedere accolte le sue richieste.

L’occasione giusta dovrebbe essere quella del 4 novembre, data nella quale originariamente era stata convocata l’assemblea elettiva per il presidente della FIGC, che è stata trasformata in un’assemblea statutaria e facendo slittare, visto il termine di 60 giorni obbligatori tra la modifica dello statuto e l’indizione di nuove elezioni, la nomina del numero uno federale al 2025.

Uno slittamento che non preoccupa il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, convinto che prima di tutto l’importante sia «fare bene, prima ancora di fare presto. Anzi ritengo che recuperare un po’ di serenità, evitare fughe in avanti, smorzare polemiche, depotenziare i ricorsi e farli venire meno rappresenta un buon viatico per raggiungere l’obiettivo». Che non è solo il riassetto di rappresentanze che rispondano meglio alle esigenze di tutte le componenti, a partire da quella che produce di più ma il miglioramento di tutto il sistema nel suo complesso, vedendo riconosciuti i diritti a tutte le componenti calcistiche e non solo quelle del massimo campionato.

Le prossime, quindi, saranno settimane decisive per il mondo del calcio non solo per ridistribuire pesi e rappresentanze in sede di voto, ma per avviare quel processo di riforma tanto richiesto dalla politica e per superare le contrapposizioni. In questo senso proprio il Dl sport segna un punto di svolta, con lo stesso ministro Abodi a sottolineare come si sia tracciata una «rotta chiara di un percorso per il quale la macchina ha solo una direzione, quella dell’andare avanti e non indietro».

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