La nuova Commissione sui bilanci: quanto costerà e quanto guadagneranno i vertici

La conversione in legge del Decreto Sport dà il via libera all’organo collegiale voluto fortemente dal ministro per lo Sport Andrea Abodi.

Abodi
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Andrea Abodi (Foto: Giovanni Pasquino / Deepbluemedia / Insidefoto)

La conversione in legge del Decreto Sport, dopo il via libera definitivo del Senato, ha introdotto ufficialmente la nuova Commissione sui bilanci, voluta dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che avrà il compito di sostituire la Covisoc nel controllo sul lato economico-finanziario delle società professionistiche di calcio e basket.

La Commissione, come si legge in un documento ufficiale consultato da Calcio e Finanza, è un organo collegiale composto da un presidente e da sei componenti, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica delegata in materia di sport, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Tra i sei componenti, ve ne sono due di diritto: il presidente dell’Istituto nazionale previdenza sociale (INPS) e il Direttore dell’Agenzia delle entrate, che possono delegare personale di qualifica dirigenziale di livello generale o equivalente appartenente alle relative istituzioni.

Quanto costa commissione bilanci Serie A? I requisiti per diventare membri

Il Presidente e gli altri quattro componenti sono scelti tra magistrati contabili, professori universitari nelle materie economiche, giuridiche e finanziarie, avvocati del libero foro iscritti all’albo dell’ordine territoriale competente, anche in elenchi speciali (precisazione apportata tramite l’approvazione di un emendamento nel corso dell’esame alla Camera) e abilitati al patrocinio innanzi alle magistrature superiori o dottori commercialisti iscritti anche all’elenco dei revisori contabili da almeno 15 anni e con comprovata esperienza nel settore della revisione contabile societaria.

Due tra i membri elettivi del collegio sono individuati nell’ambito di una rosa di cinque nominativi, proposti, entro 30 giorni dalla richiesta, dalle Federazioni sportive nazionali interessate, d’intesa con le Leghe professionistiche di riferimento, oppure, trascorso il predetto termine di trenta giorni in assenza di proposta, dal CONI, entro un ulteriore termine di quindici giorni. Decorsi inutilmente tali termini, l’Autorità politica delegata in materia di sport provvede di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La nomina del presidente e dei quattro componenti elettivi è effettuata previo parere favorevole delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono a maggioranza dei due terzi dei componenti.

La durata del mandato, per il presidente e per i componenti diversi da quelli di diritto, è fissata in sette anni a decorrere dall’insediamento, senza possibilità di conferma. Gli incarichi di presidente e di componente della Commissione sono incompatibili con qualunque incarico o mandato presso gli organi di vertice del CONI, delle Federazioni sportive nazionali con settori professionistici, presso gli organi di vertice delle leghe di riferimento, ove istituite, e presso le società professionistiche. L’incompatibilità perdura per un biennio dalla cessazione della carica. Con una modifica apportata dalla Camera, è stato disposto che il presidente e i componenti della Commissione non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi.

Quanto costa commissione bilanci Serie A? Lo stipendio dei vertici

La determinazione delle indennità spettanti al presidente e ai componenti della Commissione è demandata ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica delegata in materia di sport, da adottare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge. In merito al costo del personale, il comma 8 prevede un costo di euro 364.621,29 per l’anno 2024 (da agosto) e di euro 1.986.768,41 annui a decorrere dall’anno 2025.

A tale costo va sommato quello degli Organi, relativi alle indennità del Presidente, dei quattro componenti non di diritto, e del Segretario generale, quantificate complessivamente in euro 519.035,55 per l’anno 2024 (da giugno) e in euro 889.774,09 annui a decorrere dall’anno 2025. In particolare, il compenso per il Segretario generale è stato parametrato a quello di un capo dipartimento della PCM, pari a 339.774,09 euro a decorrere dall’anno 2025. I costi complessivi saranno pari ad euro 1.700.000 per il 2024 e a euro 3.467.519,73 per il 2025.

Agli oneri derivanti dall’istituzione e dall’avvio della Commissione, pari a 1,7 milioni di euro per l’anno 2024, il predetto comma 10 dell’introdotto articolo 13-bis, prevede che si provveda mediante corrispondente versamento all’entrata del bilancio dello Stato da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, a valere sulle risorse affluite sul suo bilancio autonomo per effetto dell’articolo 10, comma 3, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106.

Detta norma ha previsto un fondo con una dotazione di 86 milioni di euro al fine di sostenere gli operatori del settore sportivo interessati dalle misure restrittive connesse all’emergenza da COVID-19. Lo stesso fondo risulta, ad oggi, con una capienza residua pienamente sufficiente a coprire tali somme. Alla compensazione dei relativi effetti finanziari, in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, si provveda mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

Quanto costa commissione bilanci Serie A? Chi paga per l’organismo

Per quanto riguarda gli oneri di funzionamento della Commissione a decorrere dall’anno 2025, quantificati, come detto, in euro 3,5 milioni annui, il comma 11 dell’introdotto articolo prevede che agli stessi si faccia fronte mediante le contribuzioni ad essa dovute dai soggetti sottoposti alla sua vigilanza. In particolare, la norma prevede che, per una somma complessivamente pari a 1,9 milioni, si provveda con un contributo annuale da parte delle Federazioni sportive di riferimento delle società sportive professionistiche sottoposte ai controlli, ripartito proporzionalmente alla quota percentuale di contributi pubblici riconosciuti alle stesse Federazioni dall’articolo 1 comma 630 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (lettera a). Per la parte residua, pari a 1,6 milioni, è previsto un contributo delle società sportive professionistiche sottoposte a vigilanza, per una soglia massima pari allo 0,15% del fatturato di ciascuna di esse, calcolata sull’ultimo bilancio approvato.