Niente accordo in FIGC: si va verso assemblea per cambiare lo statuto

All’orizzonte anche la possibilità possano slittare le elezioni per il nuovo presidente, previste il prossimo 4 novembre.

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Gabriele Gravina (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Nessun accordo tra le componenti Figc per la ridistribuzione dei consiglieri, dopo l’approvazione alla Camera dell’emendamento Muleè: ora la strada porta all’assemblea per modificare lo statuto e molto probabilmente al conseguente slittamento dell’assemblea elettiva del 4 novembre. È questo, come riporta l’ANSA, l’esito dell’incontro convocato stamane dal presidente Gabriele Gravina in Federcalcio.

La Lega Serie A ha chiesto maggior peso elettorale e il diritto di intesa, Gravina invece ha proposto di discutere le modifiche in Assemble astante l’impossibilità di definire tutto ad oggi. Se ne discuterà nel prossimo consiglio, il 29 luglio.

Secondo il regolamento approvato, in particolare le varie componenti federali avranno il seguente peso nelle elezioni del nuovo presidente FGIC:

  • Serie A: 12%
  • Serie B: 5%;
  • Lega Pro: 17%;
  • Dilettanti: 34%;
  • Calciatori: 20%;
  • Allenatori: 10%;
  • Arbitri: 2%.

Allo stato attuale, così, il Consiglio federale (che mostra in piccolo il peso delle componenti in Assemblea elettiva), la Serie A ha oggi tre rappresentanti, la B uno, la Lega Pro tre. Sette posti per il professionismo, mentre la LND ne ha sei, i calciatori quattro, i tecnici due, l’AIA uno.