Serie A, intermediari e fast channel: quattro opzioni per i diritti tv negli USA

Sul tavolo ci sono ancora quattro opzioni: la cessione ai network tv oppure ai colossi web delle telecomunicazioni, la cessione a un intermediario, oppure accordi con i “fast channel”.

USA diritti tv Serie A
Il logo della Serie A e di Paramount+ (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

La strategia migliore per vendere i diritti televisivi negli Stati Uniti d’America, un mercato che tra il 2024 e il 2026 sarà invaso dal miglior calcio per club e per Nazionali (tra il Mondiale per Club a 32 squadre e la Coppa del Mondo FIFA). È stato questo l’argomento dell’assemblea della Lega Serie A in programma ieri nel tardo pomeriggio.

Sul tavolo – spiega Tuttosport – ci sono ancora quattro opzioni. Due tradizionali: la cessione ai network tv oppure ai colossi web delle telecomunicazioni. Due più innovative: la cessione a un intermediario, come la Liga spagnola con Relevent Sports, oppure una serie di accordi con i cosiddetti “fast channel”.

Serie A diritti tv USA – Cosa sono i fast channel

Si tratta di una nuova modalità di trasmissione in streaming che consente di guardare un canale con palinsesto sostenuto dalla pubblicità, senza scegliere il contenuto da una piattaforma. Con vantaggi in termini di trasmissione veloce. I club approfondiranno questa possibilità nei prossimi giorni per arrivare poi all’assegnazione.

Per il ciclo triennale 2021-2024, i diritti tv della Serie A erano stati assegnati ai canali della CBS (in precedenza erano nelle mani di ESPN). Dopo le trattative private era arrivato il via libera all’offerta proveniente dal gruppo ViacomCBS (che possiede anche MTV, Paramount Pictures e Nickelodeon).

Per assicurarsi i diritti, la CBS aveva messo sul piatto una offerta da 55 milioni nel primo anno a salire per chiudere intorno ai 58, ottenendo così i diritti tv per mandare in onda tutte le gare della Serie A per complessivi circa 170 milioni. A cui si sono aggiunti anche i diritti tv per la Coppa Italia, per circa 6 milioni annui (18 milioni nel triennio), per un totale che ha superato così i 180 milioni complessivi.