Stefano Azzi: «DAZN vicina alla redditività in Italia e nel mondo»

Il numero uno della piattaforma di sport in streaming ha parlato delle novità in vista del nuovo ciclo di diritti televisivi della Serie A.

DAZN redditività 2024
Stefano Azzi (Foto: Ufficio Stampa DAZN)

Interazione con il cliente/tifoso, proponendo esperienze più immersive. Parte da questi presupposti l’apertura del nuovo ciclo di DAZN in Italia, che dalla prossima stagione deterrà i diritti di trasmissione per le partite delle Serie A fino al termine della stagione 2028/29 (tutti gli incontri di ogni giornata, sette in esclusiva e tre in co-esclusiva con Sky).

«Continuiamo a mettere a terra numerosi investimenti per innovare il prodotto calcio e per farlo abbiamo tracciato una serie di direttrici» ha raccontato il CEO di DAZN Italia Stefano Azzi, in un’intervista a MF-Milano Finanza. L’obiettivo è «diventare la piattaforma di riferimento dello sportivo, del fan; spingere sullo sviluppo commerciale, come dimostrano i rinnovato accordo con Tim e Publitalia; aumentare la componente tecnologica; rinnovare l’offerta editoriale rafforzando il racconto con un punto di partenza che è il campo; arricchire l’offerta anche in una logica di aggregatore di contenuti».

Tra le novità che arricchiranno DAZN, «dal 1° luglio arriverà nell’app la Radio Tv della Serie A (della quale anche Calcio e Finanza è protagonista, con uno spazio dal lunedì al venerdì, alle ore 19.00, ndr), arricchendo ulteriormente l’offerta con contenuti aggiuntivi ma anche offrendo la possibilità di diversificare. Il canale è un vantaggio per la Lega Serie A, un vantaggio per noi e anche per il tifoso che potrà scegliere tra i contenuti prodotti da DAZN e l’approfondimento che viene fatto dalla Lega».

Sul futuro è presto per parlare: «Il nostro obiettivo è avere i diritti perché siamo la piattaforma sempre più di riferimento per lo sport, con tutti i servizi che guardano al tifoso. Cosa succederà dopo il 2029 è difficile prevederlo: di sicuro quell’anno ci giocheremo la partita per riconquistare i diritti. L’auspicio è che anche la revenue share abbia portato un calcio più ricco per il tifoso e più redditizio per il sistema».

Per DAZN non si tratta solo «di vendere e comprare i diritti ma di come migliorare il calcio nei prossimi cinque anni. Abbiamo un tavolo sempre aperto che ci consente di lavorare con i club. Il modello di revenue share ci consente di avere l’attore principale, la Lega, seduto con noi a costruire un prodotto di un certo tipo».

Dal prossimo anno, previsti anche nuovi studi che integrano la realtà virtuale: «Abbiamo rinnovato il partner tecnologico per lanciare questi nuovi studi di realtà immersiva, con una componente totalmente digitale che ci consenta di portare le persone realmente in campo. Avremo dunque due luoghi: lo stadio, che è sempre più centrale, e lo studio immersivo».

Impossibile non parlare poi di abbonamenti e di prezzi per il cliente: «Tra le leghe europee, la Serie A resta quella con il prezzo più basso. Il calcio e lo sport hanno un valore. I nostri pacchetti base equivalgono quasi a un caffè al giorno. Abbiamo già lavorato affinché l’utente possa avere un punto di ingresso in linea con il 2021. Manteniamo il prezzo d’ingresso con diverse forme che stiamo ampliando, sia come tipo di offerta sia come nuove modalità di accesso all’offerta», ha raccontato Azzi.

Infine, una battuta sullo stato di salute del gruppo e sul percorso verso la redditività: «Come gruppo stiamo diventando sempre più sostenibili e a margine positivo. Nel 2023 i ricavi sono raddoppiati e la perdita dimezzata. La traiettoria è quella e non siamo lontani, né a livello di gruppo né a livello di Italia».

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