Federico Bagnoli Rossi, direttore della Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV), è intervenuto nel panel “Il metaverso della pirateria”, moderato dal direttore di Calcio e Finanza Luciano Mondellini, durante il Festival della Serie A a Parma.
«Non sono poverini che hanno bisogno di contenuti a prezzi bassi – ha esordito Bagnoli Rossi –. Io passo la maggior parte del tempo a parlare con altri Paesi che mi chiedono ‘cosa succede in Italia’. Tutti sono focalizzati su quanto sta succedendo, l’interesse è altissimo. Abbiamo anche una grande responsabilità, quella di far funzionare tutto al meglio. Dietro questo fenomeno non ci sono ragazzi annoiati, le persone più abbienti sono quelle che fruiscono del contenuto in maniera illecita. Il furto audio e video delle sale cinematografiche, molti dicono ‘vabbè succede nel sud Italia’. Invece tutti al nord. Una volta fatto tutto quello che è stato fatto in questi anni abbiamo responsabilità che non possa fallire. È stato un percorso che ora ci mette di fronte a una situazione in cui dobbiamo stringere i denti, avere coraggio e tirare dritto. Ora dobbiamo insieme andare avanti per far sì che non ci siano scuse per tutti i soggetti coinvolti. Anche ISP stanno collaborando, hanno capito e stanno portando avanti il lavoro nella giusta condizione, per essere pronti a fare un passo avanti per l’inizio di campionato».
«Pirati? Sono criminali informatici, perché non è solo contenuto audiovisivo ma anche un’altra serie di informazioni e contenuti. Dietro questi aspetti c’è solo fare del business illegale. Educazione e comunicazioni sono fondamentali, per questo abbiamo realizzato il secondo episodio di We Are Stories, iniziativa di FAPAV, che presenteremo nelle prossime settimane Siamo a un punto di non ritorno – ha concluso Bagnoli Rossi –. Ci siamo presi la responsabilità, siamo sotto riflettori di tutti: ora siamo obbligati ad andare avanti. Prendiamo atto che alla luce di tutto quello che abbiamo fatto non ci possiamo fermare. Ci siamo assunti una responsabilità e non dobbiamo ricadere negli stessi errori».