L'Authority di Abodi arriva oggi in Consiglio dei ministri: FIGC perplessa

Continua il percorso della riforma voluta dal ministro per Sport, nonostante i dubbi delle federazioni e del CONI.

abodi e gravina
Andrea Abodi e Gabriele Gravina (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

La tanto attesa accelerazione, preannunciata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi sul fronte authority, è arrivata e oggi il testo della riforma approderà al Consiglio dei ministri per il primo passaggio fondamentale che seguirà l’entrata in vigore immediata.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il passaggio al Consiglio dei ministri si farà nonostante le richieste di Giovanni Malagò, presidente del CONI, di mantenere all’interno del perimetro sportivo la sorveglianza sui conti delle società professionistiche. Ma il ministro Abodi continua a correre e a seguire la propria strada. Infatti, nella giornata di ieri, ha inviato alle varie federazioni coinvolte (calcio e basket) il testo definitivo dell’articolo relativo all’organo che dovrà controllare i conti dei club.

La Commissione è composta «da un presidente e sei componenti, nominati con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri o dell’autorità politica delegata in materia di sport, di concerto con il Mef». Ne fanno parte, come componenti di diritto, il presidente dell’Inps e il direttore della Agenzie delle Entrate. Il presidente e i restanti quattro componenti vengono individuati nell’ambito di una rosa di cinque nominativi proposti dalle federazioni d’intesa con le Leghe.

In tutto questo rimangono i grandi dubbi della FIGC, che ha già contatto in merito UEFA e FIFA, per scongiurare poi provvedimenti dei due organi che potrebbero portare club e Nazionale fuori dalle competizioni internazionali qualora il principio di autonomia dello sport venga messo in pericolo. Scenario che lo stesso ministro Abodi ha più volte allontanato, ma che lascia spazio ai dubbi di FIGC e FIP.

Intanto il percorso verso la conversione in legge è iniziato, con le due federazioni e il CONI che sperano ci siano cambiamenti prima dell’approvazione definitiva. Infine, la Figc rivendica che finora l’autocontrollo sui conti operato dalla Covisoc non è fallito e rileva che i costi di mantenimento della commissione indipendente, voluta da Abodi, sono lievitati a 3,5 milioni di euro.