Controllo sui conti dei club, da agenzia ad authority: il Governo tira dritto

Il prossimo incontro fra il ministro Abodi e i vertici di calcio e basket dovrebbe andare in scena martedì 14 maggio.

Abodi nomina commissario stadi
Andrea Abodi (Giovanni Pasquino / Deepbluemedia / Insidefoto)

L’incontro di ieri fra il ministro per lo Sport Andrea Abodi e le componenti federali del calcio italiano e i vertici del basket, più il presidente del CONI Giovanni Malagò, non ha portato a nessun passo indietro del governo, visto che a cambiare leggermente è stata la forma, ma non la sostanza della riforma.

Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la ormai celebre nuova agenzia governativa, che di fatto doveva andare a sostituire la Covisoc, e controllare i conti dei club professionistici, diventa un’authority indipendente. Conseguenze? Al calcio viene tolta la possibilità di autodeterminarsi con regole e modalità proprie. Con conseguente rischio di minare quel principio di autonomia dello sport, tanto caro ai vertici italiani, ma anche a UEFA e FIFA.

Abodi, durante l’incontro di ieri durato più di due ore, ha voluto spiegare l’obiettivo principale del governo attraverso questa riforma: una nuova stabilità economica grazie a controlli più efficaci e trasparenti. Tra l’altro su questo punto, i presenti erano tutti d’accordo, da Malagò a Gabriele Gravina (presidente FIGC), da Lorenzo Casini (Lega Serie A) a Mauro Balata (Lega Serie B), passando per Matteo Marani (Lega Pro), Giancarlo Abete (LND), Carlo Pacifici (AIA), Pierluigi Vossi (vicepresidente vicario Assoallenatori), Gianni Petrucci (FIP) e Umberto Gandini (Lega A Basket).

Ma poi si è passato al motivo del tavolo, la già citata authority. Abodi ha spiegato come le nomine avrebbero comunque matrice anche governativa con la possibilità di un vaglio da una commissione parlamentare. Esponenti scelti dal mondo sportivo? Non previsti al momento. Ed è qui che sono arrivate le prime opposizioni, ribadite anche sul fatto che siano i club a farsi carico delle spese (quantificate in 2,5 milioni di euro). Anche se il no non è più una posizione unitaria, come in un primissimo momento.

Infatti, sull’authority è arrivato il sostegno della Lega di B, guidata da Balata, che ha commentato a margine dell’incontro: «Ho il mandato unanime della mia assemblea per supportare un’iniziativa che tenda a separare il soggetto che oggi regola e gestisce il calcio da quelle che sono le funzioni di controllo come avviene d’altra parte in tutto il mondo civile, non solo nello sport».

Il fronte del no è comunque numeroso e importante. Si parte dal presidente FIGC, Gravina (il cui successore sarà eletto nel 2025), che ha dichiarato: «Noi non condividiamo lo strumento, perché negli ultimi 20 anni la Covisoc ha lavorato benissimo. Abbiamo chiesto al governo di aiutarci, il Dipartimento per lo Sport potrebbe validare dei principi ai quali attenerci. Perché se stabilisci dei principi più rigidi, allora la Covisoc sarà più rigida». Stessa posizione di Casini: «Le ingerenze sono sempre negative, ma Abodi ci ha anticipato che la norma verrà modificata e ci ha dato del tempo per parlarne e proporre alcuni aggiustamenti».

Le parole del ministro e prossimo incontro già fissato

Un nuovo appuntamento per discutere è già stato fissato per martedì 14 maggio. Infatti, la volontà di Abodi è di introdurre a brevissimo l’authority indipendente, ma deve tenere d’occhio il calendario, visto che i club entro il 31 maggio devono inviare tutta la documentazione necessaria alla Covisoc per poi ottenere dalla FIGC la licenza per iscriversi ai rispettivi campionati.

Un incontro, quello di ieri, che il ministro Abodi definisce comunque positivo: «Sono soddisfatto. Il testo inoltrato alla Federcalcio venerdì mattina rappresentava una ipotesi di lavoro e come tale doveva servire per aprire quel confronto che oggi ha trovato un punto di caduta e non un documento definitivo per l’approvazione. L’incontro è stato l’occasione per spiegare le ragioni che ci hanno portato a immaginare la costituzione di questa nuova Autorità – tecnica e indipendente – e procedere nel pieno rispetto dell’autonomia dello sport, da sempre tra le mie priorità insieme a trasparenza, rispetto ed equa competizione. Ora procederemo con le opportune valutazioni, prima di portare il decreto-legge a uno dei prossimi Consigli dei Ministri».

Come detto, i tempi per una eventuale approvazione del documento di riforma sono abbastanza stretti. Nelle idee del ministro c’è la volontà di presentarlo al Consiglio dei Ministri di lunedì 20 maggio. Infine, c’è il capitolo UEFA e FIFA, sempre attente a far rispettare alla federazioni nazionali il principio di totale indipendenza dai rispettivi governi. Proprio per questo si è deciso di virare da agenzia governativa a authority indipendente. Ma comunque il rischio di interventi dei due organi del calcio internazionale non è del tutto evitato.

UEFA e FIFA, mercoledì, hanno inviato una lettera alla FIGC in cui chiedevano con preoccupazione spiegazioni urgenti su quanto sta accadendo. Aspettandosi una risposta entro lunedì. Il ministro Abodi, secondo indiscrezioni, è in stretto contatto con la UEFA stessa, e sembrerebbe sicuro che non ci saranno problemi. Gravina e il resto del mondo calcistico italiano, però, hanno qualche dubbio in più.