DAZN: «Pronti a fare causa alla Bundesliga per i diritti televisivi»

La piattaforma streaming vuole vedersi riconoscere il pacchetto B del bando 2025-2029 per il quale ha offerto 400 milioni di euro, ma che la DFL ha assegnato a Sky.

dazn germania
(Photo by Christof Koepsel/Getty Images)

Non si sono rasserenati gli animi fra DAZN e la DFL (Deutsche Fussball Liga, la lega calcio tedesca), per uno scontro che vede al centro la questione dell’assegnazione dei diritti televisivi della Bundesliga per il quadriennio 2025-2029.

Una settimana fa, la piattaforma streaming aveva recapitato una lettera di protesta alla stessa DFL e ai 32 club di Bundesliga e 2.Bundesliga denunciando irregolarità nel processo di assegnazione dei diritti tv del massimo campionato tedesco, in particolare per il Pacchetto B (196 partite a stagione), accusando la lega di favoritismo nei confronti di Sky, nonostante l’offerta di DAZN fosse stata la più alta. La DFL ha commentato: «Abbiamo chiarito la nostra posizione in diverse lettere a DAZN e abbiamo fatto diverse proposte per parlarne nuovamente». Ma la «mancanza di chiarezza da parte della DFL è incomprensibile», ribatte DAZN.

DAZN causa Bundesliga – Le parole del portavoce della piattaforma streaming

«In considerazione della mancata risposta da parte della DFL al nostro reclamo sull’illegittima assegnazione del pacchetto di diritti B, DAZN intraprenderà azioni legali per ottenere l’assegnazione del pacchetto», afferma un portavoce di DAZN. Dall’esposto della piattaforma streaming, la DFL ha una settimana per nominare un altro giudice. Questi due arbitri ne cercheranno quindi un terzo, indipendente, che presiederà il comitato entro una settimana. Il tribunale arbitrale avrà poi tre mesi, ovvero fino ad agosto, per prendere una decisione. Inoltre, secondo quanto riporta il tabloid tedesco BILD, oltre all’arbitrato, DAZN valuta di ritirarsi completamente dalla gara per i diritti tv della Bundesliga.

«Il processo legale può durare anni – continua il portavoce di DAZN –, a partire da una causa davanti a un tribunale arbitrale ed eventualmente attraverso diverse istanze davanti ai tribunali civili tedeschi, eventualmente con il coinvolgimento della Corte di Giustizia Europea». La DFL, da parte sua, è fiduciosa e spera in un rapido chiarimento: «Se DAZN dovesse presentare la domanda arbitrale, la DFL è serena per tale procedimento. Nell’interesse di una rapida certezza procedurale e giuridica, che è nell’interesse di tutti, la DFL si aspetta che tutte le parti coinvolte accettino un lodo arbitrale come definitivo e conclusivo».

DAZN causa Bundesliga – Le offerte sul tavolo e la richiesta di una garanzia bancaria

Secondo le indiscrezioni, DAZN ha presentato lo scorso 15 aprile un’offerta per il solo Pacchetto B da 400 milioni di euro a stagione. Tale cifra era ben più alta da quella presentata da Sky (i due broadcaster hanno in co-esclusiva l’attuale trasmissione delle gare in Germania), che non dovrebbe superare invece i 250 milioni annui. Ricevute le offerte, la DFL ha chiesto a DAZN di presentare una garanzia bancaria entro e non oltre 24 ore. Richiesta che ha preso alla sprovvista l’emittente streaming, visto anche il poco preavviso e il tempo a disposizione per soddisfare la richiesta. Così DAZN si è appellata alle regole del bando che non citano esplicitamente la necessità di presentare una fideiussione a garanzia dell’offerta.

Richiedere una garanzia bancaria per assicurarsi che un partner mediatico effettui i pagamenti per i quali si è impegnato con l’offerta sarebbe anche un procedimento legittimo all’interno dell’asta. Tuttavia: nel ciclo dei diritti attuale, iniziato con la stagione 2021/2022 e che si estende fino alla fine della prossima stagione, l’ente guidato all’epoca da Christian Seifert decise di rinunciare a questo specifico aspetto. DAZN è da tempo un affidabile detentore dei diritti sportivi di punta in tutta Europa e in Germania ci si chiede perché una richiesta del genere sia arrivata solamente in una fase successiva.

Nel bando, la richiesta di una garanzia bancaria si rende necessaria solamente se l’offerente ha avuto in passato problema nei pagamenti. Quest’ultima ipotesi è stata respinta con forza da DAZN. Non soddisfatta la richiesta da parte di DAZN di presentare una garanzia bancaria, la DFL ha quindi assegnato il Pacchetto B a Sky, anche se appunto le indiscrezioni parlano di un’offerta inferiore del 20% rispetto a quella di DAZN (percentuale che, sempre per le regole del bando, era sufficiente per l’assegnazione automatica a DAZN). L’emittente streaming ha poi presentato, quasi una settimana dopo, una garanzia bancaria per il 50% dell’offerta annuale presentata (200 milioni sui 400 milioni di euro).