Si accende lo scontro tra Luis Alberto e la Lazio, dopo le parole del centrocampista spagnolo che ha dichiarato di aver chiesto al club biancoceleste di voler lasciare la capitale in estate. “Probabilmente vuole andare via gratis. E invece no, ha un contratto di quattro anni, è un tesserato. Porti lui la squadra”, le parole del patron Claudio Lotito, intervistato dall’agenzia Adnkronos.
“Lui ha preteso un rinnovo l’estate scorsa – ha proseguito Lotito – è il secondo giocatore più pagato della Lazio, il contratto viene sottoscritto obtorto collo, lui chiede altro, non si presenta al ritiro, come ricorderete tutti. E ora se ne esce con questa cosa, all’improvviso e senza dir nulla alla società. Se vuole andare via deve trovare la squadra che se lo compri”.
“Siamo una società quotata in borsa, queste sono cose che determinano danni d’immagine ed economici. Lasciarlo andare a parametro zero da una società quotata significa depauperare il patrimonio e io mica sono matto, gli azionisti mi ammazzerebbero e avrebbero ragione”, ha concluso il patron biancoceleste.
“La vicenda non passerà inosservata agli occhi della società. I contratti sono fatti per essere rispettati, non solo quando c’è una convenienza propria”, ha rincarato la dose Angelo Mariano Fabiani, direttore sportivo della Lazio, intervenuto ai canali ufficiali del club biancoceleste.
“Noi non dobbiamo fare la guerra a nessuno, ma non accettiamo compromessi. Ha voluto fare questa esternazione fuori luogo, avrà le sue ragioni, le ascolteremo e trarremo le nostre conclusioni. Tempo fa, con l’avvento di Tudor, mi disse che probabilmente a fine anno avrebbe preferito cambiare casacca e io gli dissi che dovevamo finire la stagione nel migliore dei modi. Nessuno ha mai promesso una risoluzione del contratto”.
“In estate al ragazzo è stato rinnovato il contratto, c’è stato un momento di flessione arrivando a non voler andare in ritiro della squadra. Poi ci fu la mediazione del presidente Lotito e sottoscrivemmo il contratto alle condizioni dettate dal giocatore – ha aggiunto Fabiani – Per essere società bisogna che tutti siano a disposizione e portare rispetto. E non servirsene per i propri scopi personali. La Lazio non è al servizio di Fabiani, ma il contrario. Questo concetto vale per tutti, è bene che lo facciano proprio tutti. Non si può stare ai comodi delle paturnie altrui”, ha concluso il ds laziale.