Abodi: «Per i calciatori nuove regole su droghe, scommesse e "pezzotto"»

Il ministro per lo Sport e per i Giovani vuole introdurre una “Carta dei doveri” da far firmare a ogni tesserato delle tre leghe professionistiche.

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Andrea Abodi (Photo by Giovanni Pasquino / Deepbluemedia / Insidefoto)

Se da una parte il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sta pensando di apporre le proprie riforme economico-finanziarie e sportive al mondo del calcio professionistico, nelle intenzioni del ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, il disegno è di certo più ampio.

Anche qui si parlerebbe di una doppia novità. Da una parte la “Carta dei doveri”, che i tesserati FIGC, a partire da quelli delle tre leghe professionistiche, A, B e Lega Pro, dovranno leggere e firmare. La seconda invece riguarda la legge Melandri, che andrebbe modificata, in relazione alla gestione dei diritti audiovisivi.

«Al momento della firma degli accordi tra club e tesserato si stabiliscono i reciproci diritti e doveri – ha esordito il ministro Abodi come riportato nell’edizione odierna del La Repubblica –, sulla base del contratto collettivo. Ma facendo tesoro delle esperienze e della cronaca di questi anni ritengo che i contratti e i codici etici non bastino, che ci si debba soffermare maggiormente sui doveri. Mi riferisco soprattutto a “doveri comportamentali”. Una sorta di richiamo alla deontologia che si dovrà basare su cinque pilastri».

I cinque pilastri deontologici che i tesserati dovrebbero rispettare: «La Carta farà esplicito riferimento ai divieti di scommettere in ambito sportivo, di fare uso di ogni tipo di droga e sostanze dopanti. E, ancora, di regolare con il club in modo improprio il compenso economico e di vedere contenuti audiovisivi sulle piattaforme pirata. Il quinto pilastro sarà un richiamo a non avere comportamenti e adottare linguaggi razzisti e discriminatori, di ogni tipo. In campo e fuori».

Una visione che per il momento riguarderebbe solamente il calcio professionistico, ma che in futuro coinvolgerà sicuramente anche i dilettanti: «L’obiettivo è quello di allargarlo anche ai dilettanti, ovviamente in forme diverse, tenendo conto dei contenuti e dei linguaggi, anche alle scuole calcio dove giocano decine di migliaia di bambini e bambine. La Lega dilettanti sul territorio fa molto dal punto di vista formativo, ma ancora succedono fatti in tribuna e in campo che dimostrano quanto sia necessario un richiamo ai doveri. Anche per i genitori. L’altro sabato ho accompagnato mio figlio a una partita di campionato giovanile e alla fine della partita che precedeva la nostra è scoppiata una rissa. Ho subito chiamato la Polizia e anche la Lega dilettanti, auspicando almeno di far giocare senza pubblico le successive partite delle due squadre. Purtroppo la Lega non ha potuto far nulla».

Parlando di razzismo non si può far riferimento a quanto è successo durante Inter-Napoli con protagonisti Francesco Acerbi e Juan Jesus: «Sul fronte del razzismo e delle varie forme di discriminazione le norme sono o dovrebbero essere più che note. Quel che è successo a Milano mi auguro sia almeno servito a far comprendere che contro il razzismo non bastano i “sermoni”, ma serve l’impegno a partire dai giocatori in campo. Per questo ho fatto esplicito riferimento alla coscienza per Acerbi, augurandomi che fosse in pace con la sua».

Abodi nuove regole calciatori – Fra EURO 32 e una nuova norma

Tema stadi: «Sto lavorando per EURO 32 e non solo, visto che saranno solo cinque i nostri stadi “europei” mentre l’esigenza di impianti nuovi o da migliorare è molto più significativa. Di sicuro c’è una competizione e la scelta entro la fine di ottobre 2026 premierà i progetti migliori, i più affidabili, con un quadro economico definito. Dopodiché, sto predisponendo una bozza di norma, da sottoporre al confronto con i vari portatori d’interesse, che attualizzi il modello di gestione dei diritti audiovisivi, tenendo conto dell’evoluzione della tecnologia digitale e della legislazione europea in materia di geoblocking».

Infine, una battuta sui diritti televisivi e come legarli al tema spinoso delle infrastrutture: «Verrà trattato naturalmente il tema della ripartizione delle risorse e della mutualità di sistema, collegandolo con quello, prioritario, delle infrastrutture. Penso all’utilizzo di una parte dei ricavi dai diritti audiovisivi per poter offrire infrastrutture a livelli europei. Una norma che consenta di massimizzare i ricavi per i club, mettendo nelle migliori condizioni i tifosi che vogliono vivere la loro passione e la loro esperienza allo stadio o davanti a uno schermo, dal televisore allo smartphone».