Juve, l’ombra del dossieraggio abusivo nell’inchiesta sulle plusvalenze

Alcuni coinvolti nell’inchiesta Prisma suggeriscono un collegamento tra questa vicenda e il materiale relativo al dossieraggio abusivo.

Juventus nome centro sportivo
(Foto: Jonathan Moscrop/Getty Images)

Un’atmosfera densa di sospetti, intrighi e tensioni si estende dalla recente indagine sul dossieraggio illegale fino ai dettagli intricati dell’inchiesta Prisma, con la Juventus al centro di entrambi i contesti. Recentemente – scrive Il Corriere dello Sport – è emerso che gli stessi individui sotto inchiesta per la compilazione di dossier diffamatori contro personaggi pubblici e politici avevano accesso non autorizzato ai dati bancari relativi agli affari del club bianconero.

Secondo gli inquirenti, questi individui avevano l’abitudine di scrutare i conti correnti in momenti cruciali per la vita societaria della Juventus, come durante le discussioni sul caso Superlega, il cambio di allenatore o le voci riguardanti la partenza di giocatori chiave. Secondo il pm di Perugia Raffaele Cantone, il procuratore Laudati e il finanziere Striano fossero alla ricerca di prove di reati per convincere i loro superiori a intraprendere azioni investigative, avviando una campagna di denigrazione alimentata dai media.

Una mossa che avrebbero replicato con centinaia di persone, tra cui il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, nel suo caso mentendo anche sull’innesco all’attività investigativa. Ma tornando alla Juventus, cosa legava le intercettazioni riguardanti le attività sul mercato (che hanno confermato il «sistema volto ad alterare la competizione sportiva») con la divulgazione di notizie sul presunto esame irregolare di Suarez per ottenere la cittadinanza italiana?

E qual era il legame tra le transazioni finanziarie (considerate fraudolente) e le attività di spionaggio nei confronti di Agnelli, Allegri e Ronaldo? Alcuni coinvolti nell’inchiesta Prisma suggeriscono un collegamento tra questa vicenda e il materiale relativo al dossieraggio abusivo, con il sospetto che entrambe le situazioni siano state influenzate da talpe all’interno degli organi investigativi con l’obiettivo di danneggiare la Juventus.

In entrambi i casi, a Perugia e a Torino, sembra che siano state create le condizioni per il cambio di leadership all’interno del club. Sebbene sia difficile dimostrare legalmente questa teoria, il susseguirsi degli eventi solleva molte domande che i magistrati cercheranno di chiarire.