Assoutenti denuncia Inter e Atalanta per pubblicità al gioco d'azzardo

Nel mirino il rapporto fra le due società e il loro sponsor Leovegas.news che andrebbe contro il Decreto Dignità. Ma il commissario Agcom Capitano: «Il sito è di intrattenimento sportivo, finché resta tale non mi sembra rientri nella fattispecie vietata dal Decreto Dignità, basta che rispetti quanto previsto dalle linee guida Agcom».

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(Photo by PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

Assoutenti, l’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici per tutelare e promuovere i diritti fondamentali dei consumatori, ha presentato due formali esposti all’Agcom e all’Antitrust chiedendo di aprire una istruttoria sulla sponsorizzazione che lega l’Inter e l’Atalanta alla società Leovegas.news. A tenere banco la pubblicità indiretta che, tramite tale accordo di sponsorizzazione, verrebbe realizzata in favore del gioco d’azzardo, totalmente vietata dalle norme italiane in particolare dal Decreto Dignità.

Nel comunicato stampa di Assoutenti si legge: «La società F.C. Internazionale Milano S.P.A. ha stipulato un contratto pluriennale di sponsorizzazione con la Leovegas.News – magazine on line il cui sito è gestito dalla Winga S.r.l – per 5 milioni di euro a stagione fino al 2025. Il logo di LeoVegas.News è visibile non soltanto nella struttura del Suning Training Centre di Appiano Gentile, ma anche nel tunnel dello stadio San Siro ed appare sulla parte frontale del training kit dell’FC Inter maschile e femminile, e anche su tutte le divise pre-gara delle prime squadre nerazzurre – scrive Assoutenti nell’esposto –. Analogamente il medesimo Logo LeoNews.com figura anche tra gli special sponsor dell’Atalanta e sulle maglie ufficiali di gara per il campionato di Serie A 2022/2023. Si tratta di sponsorizzazioni che pubblicizzerebbero indirettamente il gioco con vincite in denaro offerto dalla LeoVegas Gaming P.l.c., concessionaria per i giochi a distanza».

«La Leovegas.news, Leovegas.it e LeovegasPlay hanno più di un elemento identificativo in comune: sul nome Leovegas.news, Leovegas.it e LeovegasPlay c’è una indiscutibile univocità di identificazione nominale; sul marchio, con la sola sostituzione di un pallone ad un leone; sulla proprietà, ovvero la Winga SRL titolare della società del gruppo LeoVegas LeoVegasPlay – LeoVegas.News. Dalle immagini delle divise di allenamento si rileva come il carattere “news” apposto sulle maglie è di dimensione molto ridotta rispetto agli altri caratteri, quasi invisibile, ponendo in risalto esclusivamente la denominazione “LeoVegas” denominazione, come detto, del concessionario di giochi a distanza», scrive ancora Assoutenti.

L’articolo 9 del decreto Dignità prescrive che “al fine di un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive […] infatti, dal 1 gennaio 2019 è vietata, ai sensi dell’art. 9 del decreto, qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di sponsorizzazione, o di comunicazione con contenuto promozionale del gioco con vincita in denaro. Il divieto si applica altresì ai soggetti con sede legale all’estero, qualora abbiano ricevuto la concessione per l’offerta del gioco a pagamento in Italia dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli”.

«Coi nostri esposti abbiamo quindi chiesto alle Autorità competenti di aprire una apposita istruttoria su tali sponsorizzazioni, verificando se si tratti di una possibile ed indiretta pubblicità al gioco vietata dalle norme e/o una pratica scorretta e, in tal caso, di sanzionare le società responsabili delle violazioni inibendo la prosecuzione dell’illecito. Lo sport ed in particolare il calcio rappresenta un modello di vita per tanti giovani e per questo va sempre salvaguardato», ha dichiarato il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso.

Tuttavia, il commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) Massimiliano Capitanio, intervistato da Agipronews, ha implicitamente confermato come non si tratti di una sponsorizzazione vietata, facendo riferimento all’accordo che l’Inter sarebbe in procinto di chiudere con un sito simile, ovverosia Starcasinò.sport (brand del gruppo Betsson). “Il sito è di intrattenimento sportivo, finché resta tale non mi sembra rientri nella fattispecie vietata dal Decreto Dignità, basta che rispetti quanto previsto dalle linee guida Agcom”, ha detto Capitanio, aggiungendo che “già dalle prime istruttorie in tema di divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, l’Autorità ha stabilito che la normativa non è violata se non c’è alcun riferimento al gioco ai sensi delle linee guida, nel sito di informazione non figurano elementi, loghi e grafiche che possono configurare una pubblicità indiretta del relativo bookmaker e spingere in qualche modo l’utente a giocare”.