Il progetto Superlega, che ha subito un netto impulso dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea nella giornata di ieri, ha già un format stabilito, anche se delle modifiche potrebbero essere introdotte nelle prossime settimane. Novità magari legate a una serie di colloqui con UEFA e club per una competizione il più possibile gradita alla maggior parte delle società.
Ovviamente, l’idea Superlega nasce soprattutto dal desiderio di aumentare i ricavi dei club. Una sicurezza deriva da non dover più passare dalla UEFA per il reperimento delle risorse, con una percentuale che rimaneva a disposizione del massimo organo del calcio europeo. Dall’elenco vanno tolti i diritti tv, visto che Bernd Reichart ha già comunicato come le partite della Superlega saranno trasmesse su una nuova piattaforma streaming (Unify) completamente gratuita per tutti gli utenti.
Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, A22 Sports Management, la società che cura gli interessi della Superlega, punta a portare a casa risorse molto più alte rispetto a quelle che la UEFA garantisce ai club con le tre competizioni europee. A oggi all’anno i guadagni si attestano a circa 3,5 miliardi di euro con la Champions che da sola ne garantisce due. Molto più bassi quella di Europa League (465 milioni) e Conference (235 milioni). La Champions a 36 squadre, che entrerà in scena dalla stagione 2024/25 varrà 2,5 miliardi a stagione per i club. Le previsioni della Superlega partono da ricavi intorno ai 5-6 miliardi nel breve termine e di ben 10 miliardi nell’arco temporale successivo.
Cifre che si riferiscono al progetto originario della Superlega, con Jp Morgan pronta a finanziare l’avvio con 3,5 miliardi di euro da distribuire subito ai 12 soci fondatori e con altri 3 miliardi sotto forma di anticipo sui futuri ricavi. Rispetto a ciò i contributi di solidarietà per i club non ammessi alla manifestazione sarebbero stati pari a 434 milioni l’anno, per poi aumentare in proporzione ai proventi, in un arco temporale di 23 anni.
Rispetto al progetto iniziale della Superlega proposto nell’aprile del 2021, quello avanzato ieri contempla pagamenti di solidarietà pari all’8% dei ricavi della Lega, con una somma minima di 400 milioni di euro, più del doppio dell’importo distribuito dall’attuale sistema UEFA. Detto questo, nel piano Superlega, le televisioni non sono del tutto escluse. Infatti è prevista la possibilità di vendere determinate partite alle tv internazionali. Ovviamente si tratterebbe di quelle di maggior impatto che vedono lo scontro fra due colossi del calcio europeo che garantirebbero un seguito mondiale.
Ma la fruizione di un evento sportivo in diretta, in questo caso ci si concentra del calcio, è al centro della Superlega. Basti pensare alla fruizione “interattiva” che porta avanti la nuova generazione, la cosiddetta Gen Z. Ed ecco che gli organizzatori del nuovo progetto attingono a piene mani dalle leghe statunitensi, ma di altri sport, come la NBA, NFL e gli eSports, sempre più popolari appunto fra i giovanissimi, senza dimenticare ovviamente il mondo dei videogiochi, con il fenomeno Fortnite, e gli immancabili social network.
A22 ha chiarito che per «garantire la stabilità nella fase iniziale delle competizioni, i ricavi durante i primi tre anni della nuova competizione saranno garantiti per un importo superiore a quello attualmente previsto nel prossimo ciclo dalla UEFA». La stima di incassi del primo triennio di un eventuale nuova Superlega è pari a 5 miliardi all’anno. Senza che tutte le gare siano vendute alle varie televisioni, ecco che dietro al grande disegno Superlega ci siano un fondo di investimento o una banca d’affari molto importante. E lo sguardo si posa ovviamente sugli Stati Uniti e sull’Arabia Saudita.