Pogba, il processo per doping inizierà il 18 gennaio davanti al Tribunale Nazionale

La richiesta da parte dell’accusa è stata di quattro anni di squalifica che metterebbe praticamente la parola fine alla carriera del francese.

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Paul Pogba (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il processo a Paul Pogba, sospeso per doping, inizierà il prossimo 18 gennaio. Dopo la richiesta da parte dell’accusa di una squalifica di quattro anni, il minimo in caso di assunzione volontaria di una sostanza proibita, ora la palla passerà in mano ai legali del calciatore francese che puntano a più di un dimezzamento della pena. La prima udienza è in programma per le 14.30 presso il Tribunale Nazionale Antidoping.

Il centrocampista francese è stato trovato positivo al Dhea, ovvero il deidroepiandrosterone, il cosiddetto “ormone della giovinezza”. Il controllo che ha riscontrato la positività è stato effettuato in occasione della prima giornata di campionato 2023/24 che la Juventus ha giocato a Udine il 20 agosto scorso.

Pogba ha un accordo valido con la Juventus fino al 2026 a 8 milioni di euro netti all’anno. Adesso che il calciatore è stato sospeso dalla Procura Antidoping, il francese non può allenarsi con il resto della squadra e sta percependo quello che è il salario minimo previsto per queste situazioni, circa 2 mila euro netti al mese. In caso di squalifica, che sembra scontata con la battaglia legale che si giocherà solamente sulla durata, il club bianconero potrebbe valutare anche la rescissione del contratto del suo centrocampista.

In un primo momento si era fatta strada la possibilità che i legali del calciatore potessero percorrere la strada del patteggiamento ma, sempre secondo indiscrezioni, un accordo non sarebbe stato possibile con la Procura. Ora gli avvocati difensori del francese puntano a una squalifica più bassa possibile così da permettere al campione del Mondo del 2018 con la Francia di tornare in campo il prima possibile, anche se sembra ormai terminata la sua seconda avventura in maglia bianconera, anche per via del contratto onerosissimo.