Mourinho-Mercenaro, indagini chiuse: si attende per il deferimento

E’ stata notificata oggi la contestazione formale con avviso di conclusione indagini del procedimento aperto per dichiarazioni lesive dalla procura federale.

Mourinho deferimento Mercenaro
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

E’ stata notificata oggi la contestazione formale con avviso di conclusione indagini del procedimento aperto per dichiarazioni lesive dalla procura federale, sabato scorso, contro José Mourinho dopo le parole del tecnico giallorosso contro l’arbitro di Sassuolo-Roma, Matteo Marcenaro.

«La sensazione è che non abbia la stabilità emozionale per una gara di questa livello», era stata l’accusa del portoghese che ora, insieme alla Roma, dovrà stabilire la strategia difensiva. Il club, infatti, a partire da oggi avrà cinque giorni di tempo per presentare delle memorie difensive o decidere di far interrogare dal procuratore federale, Giuseppe Chiné, il proprio allenatore prima di un possibile deferimento.

Parlando in conferenza, Mourinho aveva lanciato frecciate anche al Sassuolo: «È una buona squadra con un buon allenatore, poi giocano una partita a settimana. Hanno qualità e spesso andiamo in difficoltà con loro, sarà una gara difficile. Poi c’è Berardi, un giocatore fantastico, lo amo, ma bisogna avere rispetto per gli avversari. Quello che fa lui è troppo, esagera nel prendere in giro gli altri, per prendere i gialli, i doppi gialli… Io lo amo e lo odio. È un grande giocatore, ma quel profilo di comportamento in campo non mi piace. Se fosse un mio giocatore non mi piacerebbe per niente».

Sul tema è poi intervenuto anche Alessio Dionisi, tecnico degli emiliani, con una risposta proprio a Mourinho: «Fortunatamente sono educato e mi permetto di parlare solo dei miei giocatori e della mia squadra. Se c’è una squadra che ha il fair play siamo noi e non quella che avevamo dall’altra parte. Il fair play è a prescindere. Voi continuate a elogiare parole inammissibili, per me non vale la pena neanche continuare a parlarne. I miei colleghi amano parlare nel post partita degli avversari, io no».