Le mani della FIGC sulla Covisoc: così rischia di perdere l’indipendenza

La decisione di nominare Germana Panzironi come nuovo presidente dell’organo sta facendo storcere il naso a diverse squadre di Serie A e di Serie B.

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Il logo della FIGC (TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, continua a lavorare sulle istituzioni nel mondo del calcio. Dopo la nomina alla fine del 2019 dell’ex capo di gabinetto del ministero dell’Economia del governo Draghi alla Procura federale (Giuseppe Chinè) e dopo l’assunzione del figlio di Antonio Tajani (Filippo) nel comitato per EURO 2032, ora tocca alla Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche.

È un organo di cui si sente parlare quando ci sono di mezzo alcune irregolarità nei bilanci delle società di calcio che devono iscriversi ai campionati. È proprio la Covisoc a decidere e, nel caso, a presentare denuncia alla Procura federale contro gli amministratori e i presidenti delle società di calcio. Oggi in Consiglio federale – secondo quanto riportato da La Verità – dovrebbe essere nominato il nuovo presidente, Germana Panzironi, che prenderà il posto di Paolo Boccardelli.

La decisione – secondo il quotidiano – sta facendo storcere il naso a diverse squadre di Serie A e di Serie B che non hanno mai sindacato su Boccardelli, mentre hanno avuto a che fare spesso con Panzironi, giudice amministrativo, presidente del TAR dell’Aquila e anche giudice sportivo: fu lei, lo scorso anno, a squalificare l’allora presidente della Ternana, Stefano Bandecchi dopo una partita con il Frosinone e a sanzionarlo con 5.000 euro di multa.

Germana Panzironi è già componente della Covisoc, da 10 mesi. E’ considerata molto vicina a Giancarlo Viglione, l’avvocato amministrativista di Gravina. Da tempo difensore della FIGC, poi coordinatore degli organi di giustizia sportiva, Viglione è da gennaio responsabile delle relazioni istituzionali e del legislativo della Federazione. In pratica, Gravina starebbe mettendole mani su un organo fino ad ora rimasto fuori dalla sua sfera di influenza, un organo come quello della giustizia sportiva che dovrebbe rimanere autonomo ed esterno alle dinamiche politiche della FIGC.

La nomina della Panzironi rappresenterebbe, secondo alcuni club, una forzatura. L’incarico a presidente della Covisoc di un magistrato amministrativo e in particolare di un magistrato con il ruolo di presidente di un TAR, evidenzia alcune peculiarità. In particolare, la Covisoc annovera tra le sue competenze il fondamentale processo di ammissione delle società di calcio ai campionati professionistici. In tali processi la Covisoc delibera l’ammissione o l’esclusione di un club.

In parole povere, i provvedimenti della Covisoc – che dovrebbero contraddistinguersi per un profilo meramente tecnico dal punto di vista economico e finanziario –, rischiano di essere proposti da una commissione che denota già un profilo giuridico-amministrativo che potrebbe compromettere l’imparzialità che dovrebbe invece contraddistinguerla.

Non solo. Gravina non ha mai avuto particolare influenza sulla Covisoc, che dal giugno del 2020 è presieduta da un professore come Boccardelli che vanta un lungo curriculum accademico. Il suo nome è apparso sulle cronache sportive nell’ottobre del 2021, quando fu lui a segnalare a Chinè i rilievi della Consob dopo le inchieste su Juventus, Napoli, Sampdoria e Genoa.

Il suo mandato è scaduto in ottobre, dopo 4 anni. Così la FIGC ha pubblicato lo scorso 27 ottobre un bando, con scadenza il 4 novembre (cioè appena 10 giorni dopo), per arruolare il sostituto. I candidati devono essere almeno «docenti universitari di ruolo in materie giuridiche ed economico-aziendali, anche a riposo; magistrati di qualsiasi giurisdizione […]; dottori commercialisti, avvocati, notai, avvocati dello Stato […]». Secondo questi requisiti, Panzironi dovrebbe spuntarla senza particolari problemi.

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