Nardella: «Non si poteva stoppare Fiorentina-Juve con un’ordinanza»

Ieri «sarebbe dovuta intervenire la Lega Calcio, come io stesso ho sollecitato, ma che però ha preso le sue decisioni», ha spiegato il sindaco.

Fiorentina Juventus ordinanza
(Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)

Dopo l’alluvione che ha colpito Campi Bisenzio e Prato, Fiorentina-Juventus non si doveva giocare. Se ieri l’hanno chiesto e detto in tanti, la vicenda ha acceso anche un giro di polemica politica. Italia Viva, infatti, sempre ieri chiedeva (anche con il parlamentare Francesco Bonifazi) un intervento diretto di Dario Nardella: un’ordinanza del sindaco di Firenze per stoppare la partita.

Una richiesta impossibile da accontentare, spiega il diretto interessato intervenendo a Lady Radio: «Che il sindaco possa fare un’ordinanza legata a un’opportunità politica» è una possibilità «esclusa da ogni tipo di legge e questo lo dovrebbero sapere tutti. Il potere di ordinanza dei sindaci riguarda un’oggettiva situazione di pericolo in essere per le persone o le cose. Questo è il punto».

Ieri, prosegue, «sarebbe dovuta intervenire la Lega Calcio, come io stesso ho sollecitato, ma che però ha preso le sue decisioni». Tuttavia, prosegue, la polemica sull’opportunità o meno di giocare il match «mi pare passi in secondo piano rispetto all’emergenza su cui siamo tutti concentrati ormai da quattro giorni, notti incluse», in cui «avrò dormito, sì e no, 10-12 ore».

In questo momento «la cosa più importante è portare soccorso a tutte le famiglie ancora in difficoltà e fare di tutto per rispristinare la situazione. La Regione ha già parlato di mezzo miliardo di danni» e «il problema ora, tra pochi giorni, quando avremo ripulito le strade e le cantine, sarà quello di ripristinare i territori e le città dai danni permanenti provocati da questa terribile alluvione».