La Coppa Italia resta su Mediaset: l’impatto secondo gli analisti

L’emittente di Cologno Monzese trasmetterà la coppa nazionale e la Supercoppa fino alla stagione 2026-27. Battuta la concorrenza della Rai.

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(Image/Insidefoto)

Nella giornata di ieri Mediaset si è aggiudicata il diritto di trasmissione della Coppa Italia e della Supercoppa italiana anche per il triennio 2024-2027. La televisione di Cologno Monzese prolunga così la sua collaborazione con la Lega Serie A, visto che anche i diritti tv, dalla stagione 2021-22 a quella 2023-2024, sono in suo possesso.

L’offerta di Mediaset era decisamente più vantaggiosa rispetto alla Rai, unico broadcaster rivale, e ha permesso ai club di aumentare i ricavi rispetto al bando precedente, che si concluderà con questa stagione. I meriti principali di questo rialzo vanno dati alla nuova formula della Supercoppa italiana che da questa stagione vedrà l’introduzione delle Final Four, garantendo così due partite in più, le semifinali appunto, rispetto alla formula in gara secca fra la vincitrice del campionato e quella della Coppa Italia.

Nonostante l’esborso economico superiore, 51,8 milioni di euro contro i 48 milioni per il bando 2021-2024, gli analisti di Equita giudicano positivamente l’investimento di MFE, la controllante di Mediaset in mano alla famiglia Berlusconi. «Anche se il prezzo è superiore al periodo precedente (48 milioni per il periodo 2021-24), riteniamo che la conferma della trasmissione della Coppa Italia per il periodo 2024-27 sia una notizia positiva – si legge -. Il calcio rimane un contenuto particolarmente pregiato per la Tv in chiaro grazie all’elevato audience che genera e quindi alla positiva domanda pubblicitaria tra gli advertisers».

L’offerta di Mediaset, come detto, prevede un minimo garantito di 51,8 milioni a stagione, che può salire grazie a 3,8 milioni di bonus, legati a parametri di ascolto delle semifinale, con un minimo di 6,5 milioni di telespettatori e si 8,5 milioni per la finale a cui vanno aggiunti 2 milioni di costi di produzione, portando il totale a 58 milioni di euro.

Il titolo MFE B, le cui azioni hanno maggior numero di diritti di voto, è in positivo a Piazza Affari con un rendimento intorno al 2%. In apertura il valore di una azione si attestava a 2,467 euro rispetto ai 2,428 della chiusura di ieri. Ora il valore si aggira sui 2,4 euro. Stesso rendimento positivo, ma con rendimento più contenuto, per il titolo MFE A, che è in positivo dell’1% con il valore di una azione intorno a 1,71 euro rispetto ai 1,6922 registrati in chiusura nella giornata di ieri.