Montepremi e format: la Superlega africana di Infantino è un flop

Le cifre sono nettamente più basse di quelle previste e vi partecipano solamente otto squadre contro le 24 che erano state promesse.

Leghe contro il Mondiale per Club
Gianni Infantino (Foto: Dan Mullan/Getty Images)

La Superlega africana tanto desiderata da Gianni Infantino è un flop. Nelle intenzioni avrebbe dovuto essere l’occasione per far compiere al movimento calcistico del continente un salto in avanti, ma la realtà è che la manifestazione che in questi giorni viene celebrata è in una versione molto minore, con una formula che la prolunga in modo estenuante pur di dare un minimo di consistenza al torneo.

Il fiasco – racconta l’edizione odierna di Domani – sta tutto nelle cifre, nettamente al ribasso rispetto alle promesse e nelle gravi difficoltà organizzative che stavano per portare a una clamorosa defezione. Solo un anno fa il presidente della FIFA e il suo omologo a capo della CAF, il sudafricano Patrice Motsepe, annunciavano la creazione del torneo per club la cui idea originaria risaliva a due anni prima.

Veniva dato massimo risalto a un torneo che avrebbe coinvolto 24 club appartenenti a 16 paesi del continente. Nulla veniva specificato a proposito dei club selezionati e dei paesi privilegiati sui 54 affiliati alla CAF. In compenso si largheggiava con le cifre da distribuire. Si parlava infatti di un montepremi da 100 milioni di dollari, con un premio finale da 11,6 milioni di dollari per la vincitrice del torneo. Una cifra clamorosamente superiore a quella riservata alla vincitrice della Champions League africana.

Accanto al montepremi veniva promesso un fondo di solidarietà per lo sviluppo dei movimenti calcistici nazionali, dal quale si sarebbe ricavato un milione di dollari per ciascuna delle 54 federazioni nazionali. A un anno di distanza, però, il panorama è molto diverso. Annunciato per agosto, il torneo è stato fatto slittare in avanti di due mesi. E al suo avvio si sono presentate soltanto otto squadre in luogo delle 24 annunciate.

Anche la formula del torneo è stata stravolta. La versione a 24 avrebbe dovuto essere giocata su tre gironi da otto squadre, con successive fasi a eliminazione diretta e un meccanismo di promozione e retrocessione, per un totale di 197 partite con finalissima da vivere come se fosse «il Super Bowl africano». La poverissima versione a otto è invece strutturata su confronti a eliminazione diretta con partite di andata e ritorno, finalissima compresa.

Quanto al montepremi, si è andati molto al ribasso rispetto alle cifre propagandate un anno fa. Alla vincitrice del torneo toccheranno quattro milioni di dollari, che ancora una volta è circa un terzo rispetto agli annunci. La seconda classificata porterà a casa tre milioni di dollari, le due semifinaliste perdenti incasseranno 1,7 milioni di dollari, mentre alle quattro eliminate al primo turno toccherà un milione di dollari a testa.

Gli sponsor si sono fermati a Visit Saudi e altri minori, mentre la trasmissione delle sfide avviene prevalentemente in streaming via YouTube. I Paesi africani coinvolti dovevano essere almeno 16, sono rimasti in otto a mandare una rappresentante ciascuno: Angola, Congo, Tanzania, Egitto, Marocco, Tunisia e Sudafrica. Insomma, non proprio il torneo che era stato pensato.