San Siro, può ripartire l'iter in Comune sul referendum per la demolizione

Con l’elezione del membro mancante del Collegio dei Garanti, può ripartire l’iter referendario per la demolizione dello stadio Meazza.

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(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Può ripartire l’iter per l’organizzazione di un referendum sulla demolizione di San Siro. Il tema del futuro dello stadio Meazza sta tenendo banco in queste settimane, tra i piani di Inter e Milan di costruire altrove (Rozzano e San Donato) e gli sforzi – all’apparenza tardivi – del sindaco di Milano Sala nel convincere almeno una delle due squadre a rimanere.

Un tentativo di cui Sala ha parlato provando a convincere i club anche con un impegno economico da parte del Comune. Il tutto affiancando la mossa a un ricorso al Tar contro il vincolo sul secondo anello, che dovrebbe scattare a partire dal 2025 e che renderebbe praticamente impossibile una riqualificazione dell’impianto.

Nel frattempo, però, si potrà tornare a parlare di referendum sulla demolizione di San Siro. Questo perché il Consiglio comunale ha finalmente eletto il nuovo componente del Collegio dei Garanti (dopo le dimissioni del professor Mario Cera, datate 3 luglio 2023), l’organo che prenderà poi la decisione sull’ipotesi referendaria.

«Il Consiglio comunale ha eletto l’Avvocato Prof. Edoardo Raffiotta membro del Collegio dei Garanti del Comune di Milano in sostituzione del Prof. Mario Cera, dimissionario. Come previsto dall’articolo 21 dello Statuto del Comune di Milano, il Collegio dei Garanti, composto da tre membri, è l’organo chiamato a decidere sull’ammissibilità delle proposte di iniziativa popolare e di referendum, nonché sulla formulazione  dei quesiti e sui  procedimenti conseguenti, nei casi e con le modalità previsti dallo Statuto e dal Regolamento attuativo; inoltre, in caso di controversie il Collegio è garante dell’interpretazione corretta dello Statuto comunale», recita una nota del Comune di Milano.

«I componenti sono scelti fra magistrati anche a riposo, professori ordinari di Università di discipline giuridiche, avvocati o notai con almeno dieci anni di esercizio, e restano in carica per cinque anni», conclude il comunicato ufficiale.