Barcellona, Laporta indagato per il caso Negreira

L’attuale numero uno del club catalano ha svolto il suo primo mandato tra il 2003 e il 2010, anni in cui l’ex vicepresidente degli arbitri risultava a libro paga della società

barcellona conti in rosso
Joan Laporta (Photo by LLUIS GENE/AFP via Getty Images)

Un’ulteriore svolta nel caso Negreira che ha coinvolto il Barcellona. Infatti, nelle scorse ore, l’attuale presidente del Barcellona Joan Laporta, che era in carica anche durante i pagamenti sospetti all’ex vice presidente degli arbitri spagnoli, è stato iscritto nel registro degli indagati.

In una nota ufficiale, a Laporta (al suo secondo mandato dal 2021, dopo quello dal 2003 al 2010) sono state mosse accuse di corruzione e corruzione sportiva, reato introdotto di recente nell’ordinamento di giustizia spagnola. L’attuale numero uno va così ad aggiungersi ai già indagati nella vicenda che vede José María Enríquez Negreira, ex arbitro e poi vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale spagnolo e gli ex presidenti del club catalano Sandro Rosell e Josep MariaBartomeu. Oltre a Laporta, gli avvisi di garanzia hanno colpito anche  dirigenti balugrana che erano in carica nella prima presidenza dell’attuale numero uno del Barcellona.

Nel caso specifico di Laporta, i pagamenti contestati riconosciuti a Negreira fanno riferimento agli anni che vanno dal 2008 al 2010. La posizione dell’attuale presidente del Barcellona, inoltre, secondo il giudice non può essere annullata dalla prescrizione, visto che, secondo il codice penale, il termine della prescrizione per il reato di corruzione continua, che sarebbe ascrivibile a tutti gli indagati, vede scattare la prescrizione al compimento dei 10 anni dall’ultimo reato penale o da quando la condotta criminale è considerata terminata, e in questo caso si calcola dal luglio 2018, data dell’ultimo pagamento riconosciuto dal Barcellona a Negreira e al figlio.

Al momento, però, le indagini non hanno appurato come questi pagamenti abbiano effettivamente favorito il Barcellona, anche se il giudice ha sottolineato che tali pagamenti, in teoria, «hanno avuto la forza di beneficiare l’FC Barcelona a scapito del resto dei club della Liga o dei loro rivali nella Copa del Rey».

Oltre ai reati di corruzione continua, corruzione sportiva, amministrazione sleale e falsità in un documento commerciale, il giudice attribuisce agli indagati un altro di falsità contabile, per le fatture presumibilmente false per i pagamenti effettuati dal Barcellona in favore di Negreira con il club che ha presentato tali fatture al Tesoro spagnolo per la detrazione delle imposte.