Scommesse, Casini: «Serve educare i giovani al rispetto delle regole»

Dopo le parole del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, sulla questione è intervenuto anche il presidente della Lega Serie A.

Casini scommesse
Lorenzo Casini (foto Calcio e Finanza)

Il caso scommesse sta facendo tremare il calcio italiano e dopo le parole del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sono arrivate anche quelle del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini.

Il numero uno del massimo campionato italiano, poco prima di salire sul palco del Festival dello Sport, ha dichiarato in merito all’ANSA: «Come sempre in questi casi si deve attendere di avere chiari tutti gli aspetti della vicenda. Il tema chiave però, anche in questo caso come per il ragionamento più ampio sulle riforme, è il ruolo che l’educazione e la scuola possono e devono avere per formare davvero i giovani e favorire una cultura sportiva sana e nel rispetto delle regole».

Sulle riforme necessarie al calcio italiano: «L’anno scorso in un documento abbiamo messo nero su bianco le mosse che riteniamo necessarie con le relative proposte di riforma: diverse cose sono state fatte, ma quelle che si possono e devono fare sono tante. Il format del campionato, se a 20, a 18 a 16 squadre, appassiona molto, ma non è una priorità. Sarebbe comunque una decisone che, come avviene in tutto il mondo, spetta alla Serie A, e quindi ai presidenti dei club; e giustamente, come ho ribadito più volte anche nel Consiglio Federale, sono decisioni che richiedono una maggioranza ampia e qualificata, perché parliamo della natura e composizione di una associazione».

«Gli stadi sicuramente, e lo diciamo da tempo, rappresentano un punto essenziale per il rilancio e l’ammodernamento del nostro movimento, indipendentemente dall’appuntamento di EURO 2030 che deve rappresentare comunque una spinta importante in tal senso – ha continuato Casini -. La riforma del calcio però, per essere veramente efficace, deve essere complessiva e a tutto tondo, partendo da un profondo e rinnovato rilancio dei vivai e dei settori giovanili, come ha ben evidenziato oggi Gianfranco Zola. Senza dimenticare il ruolo chiave che l’educazione e la scuola debbono avere per accompagnare la crescita dei nostri talenti».