Il Milan punta su Emirates per i naming rights del nuovo stadio

I rossoneri, dopo aver presentato la variante urbanistica al Comune di San Donato, vogliono portarsi avanti con il lavoro, senza tralasciare il delicato argomento della viabilità, nel quale sarà coinvolta anche Regione Lombardia.

theo hernandez
Theo Hernandez (Foto: Getty Images/Getty Images)

Continua sulla strada di San Donato il prossimo futuro del Milan per quanto riguarda la costruzione del nuovo stadio. I rossoneri sono molto convinti della scelta fatta e starebbero accelerando, e non poco, tutte le pratiche legate all’impianto che dovrebbe sorgere nell‘area San Francesco. L’iter burocratico, con la richiesta di modifica della variante urbanistica inoltrata qualche settimana fa al Comune, che è appena cominciato.

Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, in via Aldo Rossi però non vogliono perdere tempo e si stanno programmando appuntamenti chiave per la questione dei naming rights. Un passaggio da non sbagliare per i rossoneri, che potrebbero fare registrare ricavi importanti grazie anche alla posizione scelta per il nuovo impianto, che dovrebbe sorgere tra i cavalcavia della tangenziale e dell’autostrada A1.

Stadio Milan naming rights – Si parte con Emirates

I rossoneri partiranno, quasi sicuramente, da Emirates, visto lo storico legame che lega il club alla compagnia aerea che è main sponsor dalla stagione 2010/11, anno del 18° Scudetto, ed è rimasta insieme alla società anche nei momenti difficili degli ultimi anni di gestione Berlusconi e del periodo di Yonghong Li, per non parlare della risalita con Elliott fino alla vittoria di un altro Scudetto nel 2022. Ma non sono escluse sorprese, con il club che potrebbe aprire le proprie porte a marchi ancora non presenti con accordi di sponsorship.

Se su questo argomento si è ancora nel campo delle prime valutazioni, con Emirates che dà il nome anche allo stadio dell’Arsenal, inaugurato nel 2006, il club si sta concentrando attivamente sulla questione viabilità. Al tavolo, per quanto riguarda questo tema, verrà invitata anche la Regione Lombardia. Vista la zona che presenta diverse possibilità di mezzi coinvolti, si passa dal traffico su autostrada e tangenziale, alla metro fino ad arrivare alla ferrovia, il quadro si fa molto ampio e bisognoso di un confronto dettagliato con diversi soggetti coinvolti.

Il vero nodo della questione è rappresentato dalla congestione che un’eventuale partita infrasettimanale potrebbe creare in una zona già molto trafficata dalle 17 in poi, quando gli uffici, fra cui quelli della vicina Eni, si svuotano e l’autostrada e la tangenziale vengono riempite da persone che rientrano dai rispettivi lavori e tornano a casa dirigendosi fuori Milano. Il piano del Milan sarebbe quello di avere a disposizione nuovi svincoli autostradali, una ferrovia potenziata e un prolungamento della metropolitana gialla, progetto già in discussione da diversi anni e a cui i rossoneri potrebbero contribuire in parte. Il tema trasporti, inoltre, sarebbe soggetto ai finanziamenti pubblici, motivo per cui al tavolo è meglio avere fin da subito la Regione.

Un altro punto delicato del progetto del Milan sono i parcheggi. In una delle tante opzioni fornite dal club ci sarebbe anche la possibilità di utilizzare gli spazi destinati, in orario di lavoro, agli uffici. Questione semplice durante il fine settimana, ma che diventerebbe più delicata nei giorni feriali, che i rossoneri sperano di occupare con la partecipazione alla Champions League, ma anche solo con i turni infrasettimanali del campionato. Un tema, insomma, tutt’altro che secondario.

Infine, i finanziamenti che il Milan deve mettere sul tavolo. RedBird, il fondo statunitense di Gerry Cardinale che controlla il club, è ancora alla ricerca di quei quasi 600 milioni di euro per ripagare il prestito di Elliott che ha finanziato in parte l’acquisto della società. A questi poi si sommeranno quelli necessari per la costruzione dello stadio, che dovrebbero arrivare essere intorno al miliardo di euro, che il fondo di Cardinale troverebbe da diversi soggetti finanziari interessati a entrare nell’affare del nuovo stadio rossonero, questa volta un impianto esclusivo che prevede anche la costruzione del nuovo museo e della sede, con l’abbandono dell’attuale Casa Milan, più altre attività collaterali, a rendere il tutto molto appetibile.