Spalletti: «La Nazionale deve stare a cuore a tutti, anche a Sarri»

Le parole del ct dell’Italia: «Anche io quando ero allenatori di club mi ritrovato sempre con qualcuno che tornava con qualche problema: noi non vogliamo rimandarli indietro peggiorati ma migliorati».

SSC Napoli v SS Lazio - Serie A
Maurizio Sarri e Luciano Spalletti (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

“Sarri lo stimo moltissimo, ha sentimento e amore per questo sport. Ha detto una cosa corretta quando ha detto: ‘Più me ne lascia a casa, più contento sono’. Anche io quando ero allenatori di club mi ritrovato sempre con qualcuno che tornava con qualche problema, soprattutto se dovevano fare 15-16 ore di viaggio. Il commento è che noi non vogliamo rimandarli indietro peggiorati ma migliorati”. Lo ha detto il ct della Nazionale Luciano Spalletti in conferenza stampa dal ritiro azzurro di Coverciano.

“La Nazionale però deve stare a cuore a tutti, anche a lui -sottolinea Spalletti-. L’Italia è lì al primo posto per importanza e tutti si può prendere cose dalla Nazionale per fare un calcio migliore. Il mio tentativo è quello di andare a braccetto. Per Immobile c’è giunta una comunicazione dal medico della Lazio e c’è stato detto che c’era un problema di natura fisica, che non sapevano se avrebbe recuperato. Siamo andati più in profondità, era possibile che non giocasse. Ho chiamato direttamente Martusciello e Sarri, mi hanno risposto con grande disponibilità, poi ho chiamato il calciatore e abbiamo tutti insieme contribuito alla conclusione che era meglio per il calciatore lasciarlo a riposo perché anche lui sentiva questa necessità. Credo quindi che tutti abbiamo fatto la cosa giusta ed è rimasto a casa, poi ho visto che non ha nemmeno giocato quindi c’è stata coerenza da parte di tutti”.

“Il calcio moderno ci ha fatto vedere che conta la forza fisica e che è un bel punto di partenza. Per questo se devo pensare a un centravanti, penso a quelli che già ho qui: Scamacca e Kean. Raspadori è un centravanti con altre caratteristiche, ha grande tecnica e gli manca solo un po’ l’altezza. Ma, per concludere, sto benissimo per quanto riguarda gli attaccanti”, aggiunge Spalletti.

“I miei calciatori sono creature speciali e devono comportarsi da tali. Qui si fanno le cose seriamente e siamo disposti a fare sacrificio per portare a casa la pagnotta del risultato. Non c’è spazio per banalità, arroganza, distrazioni. Conta il risultato, dobbiamo trovare il risultato per arrivare al giorno dopo e dobbiamo impegnarci totalmente per il tempo che abbiamo a disposizione”.

“Ho fatto fatica a non chiamare Bonaventura l’altra volta, visto che si era parlato di ringiovanire la squadra. Lui è il Pellegrini della situazione, ha una gestione della palla totale, è un calciatore espertissimo, ha tiro da fuori area, gol, inserimento. Ero titubante sull’età, ma se quelli di quell’età fanno vedere quel volume di affari lì, anche lui va portato a fare l’ambasciatore dell’Italia all’estero. Chiesa? Prenderemo la decisione insieme a Chiesa se resterà o andrà via confrontando gli esami fatti qui e quelli che aveva fatto alla Juventus”.