FIFA: «Per organizzare i Mondiali serve rispetto degli standard ONU sui diritti umani»

Il massimo organismo del calcio mondiale nel documento “Overview of the Bidding Processes” ha pubblicato i criteri che saranno seguiti per scegliere la sede dell’edizione 2034.

FIFA diritti umani
(Foto: MICHAEL BUHOLZER/AFP via Getty Images)

La FIFA ha assegnato a Spagna, Portogallo e Marocco il Mondiale 2030, con tre gare che si disputeranno in Uruguay, Argentina e Paraguay. Di conseguenza l’edizione successiva sarà organizzata da uno, o più paesi, fra Asia e Oceania, per rispettare le norme che prevedono che si possa tornare in un continente solo trascorse due edizioni da quella precedente. A poche ore dall’annuncio del massimo organo del calcio mondiale, l’Arabia Saudita ha ufficializzato la sua candidatura, in solitaria, per ospitare il Mondiale 2034.

Queste due edizioni della rassegna iridata, come si apprende dalla stessa FIFA, devono sottostare ai criteri esplicitati dal documento “Overview of the Bidding Processes”. Questo esplica le condizioni per cui un Paese può o meno candidarsi per ospitare la massima competizione mondiale a livello di nazionali. Nelle condizioni c’è un paragrafo dedicato all’impegno per la sostenibilità e i diritti umani, tema che è stato al centro delle polemiche dopo l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar e anche alla candidatura ufficiale dell’Arabia Saudita per il 2034.

«La Coppa del Mondo FIFA – si legge – deve essere organizzata seguendo i principi di gestione sostenibile degli eventi e rispettando i diritti umani riconosciuti a livello internazionale. La FIFA è pienamente impegnata a condurre le proprie attività in relazione alla candidatura e all’organizzazione delle Competizioni in conformità con gli standard e le pratiche di gestione sostenibile degli eventi (in linea con la norma ISO 20121), salvaguardando i principi per la protezione dei bambini e degli adulti a rischio e rispettando i principi riconosciuti a livello internazionale diritti umani in conformità con i Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani».

Su questa base, la FIFA richiede inoltre che le federazioni partecipanti, ai governi e agli altri enti coinvolti nell’organizzazione delle competizioni, come i responsabili della costruzione e ristrutturazione degli stadi, dei centri di allenamento, rispettino i diritti umani e gli standard lavorativi. «La FIFA si impegna a organizzare la competizione seguendo standard e pratiche internazionali di gestione sostenibile degli eventi, salvaguardando standard e pratiche e rispettando i diritti umani riconosciuti a livello internazionale. Le federazioni affiliate devono rispettare gli stessi standard della FIFA in relazione alle loro attività legate alle competizioni e sostenere la FIFA nei suoi sforzi per rendere questa edizione la Coppa del Mondo FIFA più sostenibile possibile».

Scorrendo il documento, la FIFA specifica anche quali informazioni devono fornire i Paesi candidati in tema di sostenibilità e diritti umani e che impegni devono prendersi. Ecco l’elenco completo:

  • Impegni pubblici espliciti nei confronti della sostenibilità, dei diritti umani, degli appalti sostenibili e dell’azione per il clima, affermando che la competizione sarà organizzata in conformità con i requisiti di sostenibilità della FIFA
  • Un impegno pubblico esplicito a coinvolgere le comunità locali e a portare avanti il dialogo con le parti interessate (in linea con lo standard AA 1000 sul coinvolgimento delle parti interessate) in ciascuna delle città ospitanti
  • Una sintesi della strategia sui diritti umani, inclusa una descrizione dei principali rischi per i diritti umani individuati in relazione al Concorso (che riflette i risultati della valutazione indipendente del contesto dei diritti umani), i piani per prevenire e mitigare tali rischi, nonché come il coinvolgimento degli stakeholder condotto nel processo di sviluppo della strategia

Non possono mancare, inoltre, il tema della logistica e dello spostamento dei tifosi all’interno del paese per raggiungere gli impianti che ospitano la Coppa del Mondo. Gli Stati candidati devono preparare un documento di  sintesi dell’impatto ambientale e climatico derivante dall’organizzazione del Concorso e delle misure di mitigazione previste per le seguenti aree chiave:

  • Trasporto dei tifosi da e per le partite
  • Alloggio per i tifosi durante il loro soggiorno nel paese/nei paesi ospitanti
  • Consumo di energia
  • Gestione dei rifiuti
  • Stadi/infrastrutture (progettazione, costruzione e gestione)

Infine i membri del Consiglio FIFA e i delegati del Congresso FIFA, chiamati a scegliere fra le varie candidature, possono prendere in considerazione i seguenti criteri, fra cui ci sono anche i temi sulla sostenibilità e sui diritti umani:

  • Visione e parametri chiave, in particolare rispetto alla visione generale e alla strategia dell’evento e alla sua eredità, tempistica dell’evento e altri parametri chiave
  • Infrastrutture per eventi, in particolare per quanto riguarda gli stadi proposti, le strutture per squadre e arbitri, i siti dell’International Broadcast Center, i siti del FIFA Fan Festival™ e i siti degli eventi legati alla competizione
  • Servizi per eventi, in particolare per quanto riguarda alloggio, trasporti, sicurezza, questioni mediche e IT&T
  • Potenziale commerciale, in particolare rispetto alle previsioni di ricavi e costi associati all’organizzazione dell’evento nel paese/nei paesi ospitanti
  • Legale e compliance, in particolare rispetto ai rischi legali e di compliance associati all’organizzazione dell’evento nel paese/nei paesi ospitanti
  • Sostenibilità e diritti umani, in particolare rispetto al rispetto dei principi di gestione sostenibile degli eventi e al rispetto dei diritti umani e della protezione ambientale riconosciuti a livello internazionale