Scaroni: «Milan in utile dopo tanti anni. Dobbiamo sempre essere in Champions»

«Siamo generosi sul fronte degli acquisti, abbiamo portato a casa dei campioni, ma stiamo molto attenti agli ingaggi perché sono una fonte di costo che rimane lì e rende difficile il trasferimento dei giocatori».

Scaroni Sala San Siro
Paolo Scaroni (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, è intervenuto questo pomeriggio a “La politica nel pallone”, storica trasmissione radiofonica della Rai condotta e curata da Emilio Mancuso e giunta alla sua ventunesima stagione. Il presidente del club rossonero ha toccato diversi argomenti, dallo stato di salute della squadra ai conti della società nel 2022/23.

Scaroni ha esordito parlando dei risultati dell’ultimo bilancio, che – come svelato la scorsa settimana da Calcio e Finanza – si è chiuso in utile di 6 milioni di euro: «Mi godo questo utile di bilancio dopo tanti anni, al quale ho dato il mio piccolo contributo in questi cinque anni. Il Milan ha un solo obiettivo, essere in Champions League anche l’anno prossimo e sempre. Per ragioni economiche e per i 400 milioni di tifosi che ci devono vedere in Champions».

A proposito della possibilità di ottenere risultati sportivi insieme a una gestione sostenibile, Scaroni ha detto: «Il Milan è un’azienda, io mi sono occupato di aziende tutta la vita e l’obiettivo è quello di fare crescere i ricavi. I nostri ricavi nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2023 sono raddoppiati in rapporto a quelli che avevamo quattro anni prima, perché abbiamo la Champions che ha giocato un ruolo fondamentale, più sponsor, più merchandising, più acquisti da parte dei consumatori e quindi abbiamo raddoppiato il fatturato».

Tuttavia, il club continua a fare particolare attenzione al tema dei costi: «Molta attenzione invece sui costi, perché cerchiamo di seguire una politica attenta e severa. Siamo generosi sul fronte degli acquisti, abbiamo portato a casa dei campioni, ma stiamo molto attenti agli ingaggi perché sono una fonte di costo che rimane lì e rende difficile il trasferimento dei giocatori, che sia una cessione o in prestito», ha concluso il presidente del Milan.