Il principe saudita Mohammed bin Salman, rispondendo alle accuse di ‘sportswashing’, ha difeso la strategia di spesa e investimenti che l’Arabia Saudita negli ultimi anni ha deciso di seguire, giustificandola come un modo per incrementare il Pil nazionale. Il Regno saudita è accusato di aver investito miliardi di dollari nello sport, acquistando club in tutto il mondo e organizzando eventi calcistici (ma anche di golf o Formula Uno) per migliorare la sua reputazione internazionale, e ripulire così la sua immagine di stato autocratico, con scarsa attenzione ai principi democratici e diritti civili.
“Se lo sportswashing aumenta il nostro prodotto interno lordo di un 1%, allora continueremo con lo sportswashing – ha dichiarato Bin Salman in un’intervista esclusiva con l’emittente Fox News -. Non mi interessa (che venga utilizzato questo termine dispregiativo, ndr), abbiamo ottenuto l’1% di crescita del Pil grazie agli investimenti nello sport, e ora puntiamo ad un altro 1.5%. Chiamatela come volete (la strategia saudita, ndr), ma noi continueremo per questa strada”.PIF, il fondo sovrano saudita, è sbarcato lo scorso anno in Premier League acquistando il Newcastle che in un anno è diventato uno dei club più forti del campionato inglese, qualificandosi in maggio per la Champions League.
Non solo di sport ha parlato il principe ereditario dell’Arabia Saudita. Fox News gli ha chiesto del suo coinvolgimento negli attentati dell’11 settembre 2001, e dell’uccisione del giornalista Khashoggi: “Bin Laden ha ucciso sauditi e stranieri negli anni ’90 in Arabia Saudita. Lui era un nostro nemico ed era un nemico degli americani. Khashoggi? Chiunque sia coinvolto, deve affrontare la legge. Inoltre, cerchiamo di riformare il sistema di sicurezza per essere sicuri che questo tipo di errori non si ripetano, e possiamo vedere che negli ultimi cinque anni non è successo nulla di tutto ciò. Non fa parte di ciò che fa l’Arabia Saudita”.