La questione dell’eredità di Silvio Berlusconi non ha avuto nessuna sorpresa e nessuno strascico fra gli eredi, i cinque figli del fondatore di Forza Italia, che lo scorso 11 settembre hanno suggellato il futuro dell’impero di famiglia con una serie di accordi firmati ad Arcore. Luogo certamente non scelto a caso e che testimonia come il clima sia di completa unità.
Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, gli accordi siglati da Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi prendono in considerazione, da una parte, la suddivisione delle quote di Fininvest, cioè quelle che raccoglievano il 61% in mano a Silvio Berlusconi, e dall’altra i patti di governance tra i figli del Cavaliere, compreso quello tra Marina e Pier Silvio che di fatto blinda il controllo della capogruppo.
Nel nuovo organigramma, secondo le indiscrezioni, Marina e Pier Silvio attraverso le loro società personali (H4 e H5) e la maggioranza (29%+29%) delle holding appartenute al padre (H1, H2, H3, H8) avranno di fatto il controllo su oltre il 76% dei voti in assemblea Fininvest dove, tra l’altro, è sufficiente la maggioranza semplice. Il patto tra loro è stato stipulato subito prima dell’accettazione dell’eredità ed è entrato in vigore contestualmente all’accettazione. Visto che Fininvest controlla tre società quotate in Borsa (Mediaset, Arnoldo Mondadori Editore e Mediolanum) a breve il patto fra i due sarà reso noto come prevedono le norme di mercato.
Questo è un accordo, come riportato da Il Sole 24 Ore, a tempo indeterminato, che impone ai due fratelli la condivisione delle decisioni con l’obbligo di consultarsi per esprimere un voto unitario. Dunque hanno il vincolo di votare congiuntamente nelle assemblee delle società in cui sono in comunione con gli altri tre fratelli (H1, H2, H3, H8) ma anche nell’assemblea di Fininvest a cui partecipano direttamente con le loro holding personali. In sostanza eserciteranno il diritto di voto in base a quanto concorderanno di volta in volta. In vista di ogni assemblea si impegnano a incontrarsi con almeno cinque giorni di anticipo, per consultarsi sugli argomenti da deliberare.
Se l’accordo non venisse raggiunto, il patto si scioglierebbe. E a quel punto le decisioni verrebbero prese a maggioranza “libera”. Intanto si apprende che le assemblee per la revisione degli statuti si terranno entro il 30 novembre. I cinque fratelli, come detto, hanno firmato l’accettazione dell’eredità nella casa di famiglia, Villa San Martino ad Arcore. Si sono riuniti attorno al tavolo in salotto che, come racconta una fonte, vedeva una sedia vuota, quella dove era solito mettersi Silvio Berlusconi con la sua giacca che è ancora appesa all’attaccapanni. Presenti tutti professionisti che hanno accompagnato la stesura degli atti. Una lunga giornata di lavoro conclusa dai figli rendendo memoria a Silvio nella cappella della villa.