Serie A: oggi l’assemblea, tra offerte per i diritti in stallo e canale di Lega

Attesa un’assemblea interlocutoria per la giornata di oggi, con il tema più caldo (quello dei diritti 2024-2029) che rimane comunque sullo sfondo.

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I microfoni di DAZN e Sky (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Assemblea diritti tv Serie A – Giornata di assemblea per i club di Serie A, che si ritrovano a Milano per discutere di diritti televisivi. All’ordine del giorno ci sono i diritti internazionali per la stagione 2024/25 e per quelle successive, oltre all’esame «proposte di revisioni contrattuali» per le stagioni 2021-2024 e discussioni sul paracadute per i club retrocessi in Serie B.

Si tratterà di un’assemblea prevalentemente interlocutoria e nessuna decisione sarà presa sul tema più importante: quello dei diritti televisivi della Serie A 2024-2029. E’ inevitabile però che la questione sarà sullo sfondo, considerando che le offerte attualmente presentate da DAZN, Sky e Mediaset resteranno valide fino al prossimo 15 ottobre.

Il tema diritti è rimasto sopito dal 26 luglio – data dell’ultima assemblea estiva sull’argomento – fino ai giorni scorsi, quando l’AD della Lega Luigi De Siervo è tornato a parlare. Il dirigente ha usato toni piuttosto duri per dire che le offerte attuali non sono sufficienti – con una distanza di decine di milioni di euro –, che le emittenti dovrebbero pagare un prezzo corretto per il prodotto e che la Serie A non si farà prendere per il collo da nessuno.

Assemblea diritti tv Serie A – L’ipotesi canale, con offerta al pubblico

Laddove non si dovesse arrivare a un accordo, «noi non ci tireremo indietro e faremo direttamente la nostra offerta al pubblico», ha spiegato. La novità non risiede tanto nel riferimento al canale di Lega, opzione già presente all’interno del bando e per la quale (nel caso in cui non dovessero andare a buon fine le trattative con i broadcaster) si procederà con l’apertura delle sei buste contenenti le offerte degli intermediari.

L’aspetto più interessante è l’ipotesi di presentarsi direttamente al pubblico con un’offerta (e dunque un prodotto, un abbonamento ecc.) anziché passare per la distribuzione del canale tramite eventuali piattaforme interessate.

Non ci dovrebbero essere problemi da questo punto di vista a livello di Antitrust, anche se va considerato che l’impegno sul fronte infrastrutturale sarebbe notevole. Basti pensare anche all’esperienza della stessa DAZN, che ha investito milioni di euro negli anni per arrivare a offrire il miglior servizio possibile.