Serie A, partita complicata sui diritti tv: stallo sulle offerte tra pacchetti e condizioni

La situazione sui diritti tv della Serie A dopo l’ennesima assemblea interlocutoria: gli scenari all’orizzonte dopo le offerte di DAZN, Mediaset e Sky.

Diritti tv Serie B 2024 2027
(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Il tempo dell’appello o poco più. Tanto è durata l’assemblea della Lega Serie A svoltasi ieri in videoconferenza che aveva al centro del tavolo “virtuale” il tema dei diritti televisivi, con le offerte di DAZN, Mediaset e Sky per trasmettere il campionato 2024/27 arrivate nei giorni scorsi in busta chiusa negli uffici della Lega in via Rosellini. La decisione, su cui nessun presidente ha eccepito, è stata quella di allungare i tempi, rinviando momentaneamente la palla in tribuna.

Il tempo limite del 15 ottobre, la data cioè fissata ieri in assemblea entro cui scadranno le offerte delle tre emittenti rimaste in corsa, è per ora più indicativa che altro. I club infatti torneranno a riunirsi a fine agosto o al più tardi nei primi giorni di settembre per discutere nuovamente del tema diritti tv. Intanto, però, dopo ferragosto inizieranno già i primi contatti tra la Lega e gli stessi broadcaster per capire se c’è ancora margine di trattativa rispetto alle offerte presentate nei giorni scorsi.

Il tema non è soltanto economico, anche perché, come confermato dall’ad della Lega Luigi De Siervo, “non siamo lontani” dall’obiettivo che è quello di chiudere intorno ai 900/950 milioni di euro, di fatto in linea con il triennio 2021/24 in cui da DAZN e Sky sono arrivati 927,5 milioni di euro annui. L’offerta di DAZN resta importante, mentre fronte Sky le indiscrezioni parlano di una proposta decisamente aumentata rispetto al triennio 2021/24. Tuttavia, oltre alla cifra inserita dalle tre televisioni, in ballo ci sono anche le condizioni poste dalle stesse emittenti: si parla ad esempio di temi legati ai pick, ma anche altre condizioni poste dai broadcaster e che sono anche cambiate tra una offerta e l’altra (tanto da spiazzare anche i dirigenti della Lega). Dettagli che sembrano irrilevanti, ma che possono anche spostare magari fino a 20/30 milioni di euro. Il problema quindi è quello di far convergere le offerte presentate sia dal punto di vista economico che delle condizioni poste, in modo da incastrare le proposte sotto tutti i punti di vista.

Dopo ferragosto quindi riprenderanno i colloqui tra la Lega e le emittenti rimaste in corsa, con l’obiettivo quindi di far ripartire un nuovo giro di trattative private: se ci fossero margini in tal senso, quindi, dopo il passaggio tecnico (ritenuto una formalità) con l’autorità per aprire a nuove trattative private, partirebbero nuovamente gli incontri per cercare di arrivare alla quadra, con una assemblea che dovrebbe andare in scena appunto a fine agosto o al più tardi i primi di settembre. Le ipotesi sul tavolo sono diverse: si va dal pacchetto 6+3+1 rispettivamente per DAZN, Sky e Mediaset fino alla conferma della situazione attuale (10 di cui 7 in esclusiva per DAZN e 3 in co-esclusiva per Sky), fino anche all’opzione i club scelgano solo l’offerta di DAZN trasmettendo le 3 gare in co-esclusiva sul “canalino” di Lega.

Nel caso in cui si procedesse con nuove trattative private, la data limite del 15 ottobre potrebbe anche essere tolta, considerando che arriverebbero nuove offerte al termine delle stesse trattative. Se invece i colloqui tra la Lega e le emittenti non lasciassero intendere possibilità di rivedere le proposte, allora potrebbe essere presa la decisione di convocare l’assemblea e decidere in base alle offerte di luglio, tenendo sempre il 15 ottobre come data limite. Sullo sfondo, poi, restano sempre le sei offerte arrivate dai soggetti interessati alla creazione del Canale di Lega, che potrebbero essere aperte nel caso in cui la trattativa con DAZN, Mediaset e Sky andasse definitivamente a monte.