Stellantis vola in Borsa dopo i conti: gli analisti rivedono le stime al rialzo

Nella giornata di ieri la holding olandese automobilistica, che vede la Exor della famiglia Agnelli-Elkann come prima azionista, ha pubblicato i risultati economici-finanziari del primo semestre 2023.

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John Elkann (Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

All’indomani dei conti, superiori alle previsioni, Stellantis preme ancora sull’acceleratore a Piazza Affari (+3,9% il titolo, contro il +1,9% del Ftse Mib), grazie anche alla revisione al rialzo delle stime degli analisti. Il gruppo dell’auto ha chiuso il primo semestre 2023 con un utile netto di 10,9 miliardi di euro, in crescita del 37% rispetto al primo semestre 2022. I ricavi netti sono stati pari a 98,4 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, principalmente per un aumento delle consegne.

Le previsioni indicavano un utile netto di 8,6 miliardi di euro,  ricavi per 97 miliardi di euro e l’utile operativo a 14,1 miliardi di euro. Migliori delle previsioni anche il margine sull’utile operativo adjusted (la stima era per un margine al 12,2%) e il free cash flow che era atteso pari a circa 5 miliardi di euro.

«Alziamo sensibilmente le stime 2023, mentre confermiamo il 2024», sottolineano gli analisti di Equita, che «confermano la revisione al rialzo dell’utile per azione in doppia cifra anticipata ieri (vendite +1%, Ebit adjusted +20% a oltre 23 miliardi, utile netto +24% a 17,8 miliardi e free cash flow oltre 12 miliardi) ritenendo che il consensus faccia lo stesso. Il principale driver è rappresentato dai prezzi che a differenza della nostra attesa di progressivo calo, restano positivi».

Gli analisti di Intermonte, che hanno confermato il rating “neutral” e alzato l’obiettivo di prezzo da 16.20 a 18,6 euro per azione (attualmente è a 17,9), parlano di «indicazioni rassicuranti da parte del management sul secondo semestre 2023» e di «risultati sopra le stime, con una maggiore efficienza sui costi, mentre non si sono materializzati un aumento della pressione sui prezzi e dei costi legati all’inflazione».