Il Milan corre per lo stadio a San Donato: chiederà la variante urbanistica

Il club rossonero continua a lavorare per realizzare il proprio stadio nell’area San Francesco di San Donato.

Chi è Luke Baker
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Il Milan continua a lavorare per realizzare il proprio stadio nell’area San Francesco di San Donato: nei giorni scorsi la società Sportlifecity, che – come svelato da documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza – appartiene ormai per il 90% al club rossonero, ha inviato al Comune di San Donato la richiesta ufficiale di aprire un percorso teso a valutare una variante urbanistica al Programma integrato di intervento già deliberato in passato.

Come riportato dall’edizione odierna de Il Cittadino, nell’istanza rivolta all’amministrazione di Francesco Squeri, la società ha messo nero su bianco che l’ipotesi di variante si atterrà ai valori di insediamento previsti e che l’obiettivo è quello di realizzare un progetto di valenza internazionale.

L’assessore Massimiliano Mistretta ha commentato: «L’aspetto rilevante per questa amministrazione è che il Milan intenda comunque intervenire nella cornice urbanistica prevista in Sportlifecity». La variante potrebbe quindi riguardare una modifica della tipologia di impianti e di strutture rispetto a quelle che erano state tratteggiate nel precedente disegno che prevedeva la realizzazione di una cittadella dello sport da circa 150 milioni di euro.

Nel frattempo, il presidente del Milan Paolo Scaroni non ha ancora confermato in via ufficiale l’intenzione di scommettere sulla città dell’Eni. Il dirigente del Milan, a margine della presentazione del rinnovo dello sponsor Banco Bpm, ha rivelato che la saga dello stadio lo sta un po’ logorando, ma che si sta iniziando a intravedere la luce in fondo al tunnel dopo 4 anni di sofferenza. Scaroni ha detto che al momento sul terreno ci sono due o tre iniziative che secondo lui «hanno le gambe e stanno in piedi».