“No”, non c’è nessuna ipotesi di vendita di Mfe-Mediaset. Lo afferma Pier Silvio Berlusconi, l’amministratore delegato del gruppo televisivo.
“In famiglia non ne abbiamo parlato. Mi ha dato fastidio che con la morte di mio padre ci siano state simili ipotesi, ma è normale”, aggiunge Berlusconi alla presentazione dei palinsesti della prossima stagione di Mediaset rispondendo a una domanda sui bruschi rialzo del titolo in Borsa dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi.
“Non ho intenzione di scendere in politica. La politica è un mestiere serio, che non si impara dall’oggi al domani, anche se qualcosa a livello emotivo si è mosso: ho pensato che il suo rapporto con gli italiani e con l’Italia, fatto di amore e di libertà, è un lascito che deve vivere. Peraltro io ho 54 anni, mio padre ne aveva 58 quando è sceso in politica…”, aggiunge con un sorriso. “Chi sostituirà mio padre? Nessuno mai”.
“Mediaset con Rcs? Mi si sembra un incastro un po’ spericolato” e per valori in campo “in una fusione ci ‘mangeremmo’ Rcs”, ha aggiunto rispondendo con un sorriso alle ipotesi di un interesse di Urbano Cairo sul gruppo televisivo del Biscione. “Sono un fan di Urbano, è bravo, simpatico, vivace ma non c’è assolutamente niente a oggi. Urbano mi sta simpatico, ma non c’è niente”.
Con Vivendi, ancora presente con circa il 23% in Mfe-Mediaset dopo la conclusione della lunga guerra iniziata nel 2016, “ci sono normalissimi rapporti: è un socio finanziario ma silente”, prosegue l’amministratore delegato del Biscione.
“Fusione con Prosieben? A noi interessa il progetto industriale, oggi dire come” si potrà realizzare “è fuorviante. Lo vedremo”. Quello in Germania, dove Mfe-Mediaset è ampiamente primo azionista in Prosieben con una crescita costante nell’azionariato fino all’attuale soglia dell’obbligo dell’Opa, “è un progetto da portare avanti con sangue freddo. Siamo in una posizione di forza: vogliamo fare in fretta, ma non c’è fretta”, conclude Pier Silvio Berlusconi.