Fininvest, oggi prima assemblea post-Berlusconi: ipotesi riassetto per le holding dei figli

Oggi l’assemblea della holding approverà il bilancio 2022: intanto si va verso il riassetto delle società di famiglia al di sopra della cassaforte.

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Silvio Berlusconi (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Si va verso una rivoluzione parziale nella società dell’impero Berlusconi. Come riportato dal Corriere della Sera, infatti, dopo la scomparsa di Silvio, l’organizzazione attuale delle holding di famiglia che detengono il controllo del gruppo Fininvest potrebbe subire una riorganizzazione e, in parte, uno smantellamento. Questo riassetto sarebbe finalizzato a garantire una governance più adatta a un gruppo in cui non c’è più una singola persona fisica con una maggioranza assoluta.

La gestione delle partecipazioni in Mfe-Mediaset, Mondadori, Banca Mediolanum e altre società sarà controllata dai cinque fratelli Berlusconi, forse attraverso un patto di sindacato. Potrebbe essere presente anche una quota “tecnica” a fungere da collegamento tra Pier Silvio-Marina e i fratelli più giovani, Barbara, Luigi ed Eleonora.

Nonostante la riservatezza che circonda la famiglia e in attesa del testamento, queste indiscrezioni sembrano convergenti, tanto che il processo di cambiamento della Fininvest dopo Silvio sembrerebbe già essere iniziato in modo unitario e ordinato. In altre parole, si tratta semplicemente di adattare l’asset più importante, che rappresenta la ricchezza e il potere di Berlusconi, alla convivenza di cinque azionisti. Si prevede che il riassetto includa anche restrizioni sulla compravendita di azioni, poiché attualmente le azioni Fininvest possono essere liberamente trasferite senza un meccanismo di prelazione interna.

Pertanto, in teoria, un’offerta di acquisto o una cessione da parte dei soci non sarebbe ostacolata dalle difese classiche previste negli statuti delle casseforti familiari. Tuttavia, prima della morte del fondatore, con la sua quota del 61%, non c’era bisogno di preoccuparsi di tali restrizioni. Nonostante la morte del padre, il clima all’interno della famiglia sembra essere rimasto lo stesso o addirittura rafforzato i legami tra i fratelli, compreso il business. È stata già proposta all’ex premier l’opportunità di rivedere la governance statutaria. È prassi comune in tutte le grandi casseforti familiari introdurre prelazioni e maggioranze qualificate.

Fininvest non sembra avere accordi extra-statutari per proteggere le quote di capitale o vincolare i voti, altrimenti tali accordi dovrebbero essere comunicati alle autorità di Borsa. Pertanto, ci saranno probabilmente cambiamenti in corso, con i cinque fratelli Berlusconi come principali interessati. Oggi intanto approveranno il bilancio 2022 di Fininvest e rinnoveranno il consiglio di amministrazione, presieduto da Marina Berlusconi. Nel 2021, la holding ha registrato 3,8 miliardi di ricavi consolidati con un utile di 360 milioni e un dividendo di 150 milioni. Domani si terrà anche l’assemblea di ProSiebenSat.1 Media in Germania, in cui MfE ha recentemente aumentato la sua quota al 28,87%. A rappresentare la quota delle quattro holding del fondatore ci sarà ancora il fidato ragionier Giuseppe Spinelli.